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La riforma sull’anticorruzione nei programmi della nuova maggioranza di governo

di Pietro Alessio Palumbo (*) - Rubrica a cura di Anutel

La riforma della normativa anticorruzione è in cima ai propositi del Governo nascente. Dall’esame combinato dei Ddl depositati e dei programmi elettorali dei soggetti politici di maggioranza, si possono evincere innanzitutto l’introduzione dell’interdizione dai pubblici uffici e l’incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione, «perpetue», per chi è stato condannato definitivamente per un reato contro la Pa.
Dovrebbe essere introdotto inoltre, l’aumento delle pene per tutti i reati contro la pubblica amministrazione, riallineando in aggiunta, le fattispecie presenti nel codice. In progetto poi, la riforma della prescrizione da interrompersi all’atto del rinvio a giudizio. Ciò nelle prospettive delineate, oltre all’aumento dei detenuti per fatti di corruzione (come noto rispettivamente 228 e 299 su oltre 54mila totali nel 2014 e nel 2015) dovrebbe produrre un aumento dei patteggiamenti, dei riti alternativi e una diminuzione complessiva del numero dei processi, con una calo nel medio periodo della durata degli stessi.
Collegato è l’obiettivo di abolire il divieto di «reformatio in peius», per scoraggiare appelli strumentali e consentire alle Corti di dedicarsi solo alle impugnazioni meritevoli di adeguata attenzione e valutazione, alleggerendo il contenzioso penale e migliorando la qualità generale della giustizia.

Nuova tutela del whistleblower
Dovrebbe essere nuovamente rivista la tutela del segnalatore di reati, il whistleblower, prevedendo anche specifiche premialità e un fondo che permetta di sostenere spese legali, spese mediche, di far fronte a licenziamenti (ancorché illegittimi), demansionamenti, azioni di mobbing, in conseguenza della segnalazione effettuata. Rilevante è la prospettiva dell’introduzione per i reati contro la Pa, della figura dello «agente sotto copertura e/o provocatore>, già utilizzata per altre tipologie di reato.
In programma anche il potenziamento dell’utilizzo delle intercettazioni anche mediante l’utilizzo del «trojan», per una platea vasta di reati e in particolare per quelli contro la pubblica amministrazione. Si prevede in combinato di potenziare l’applicabilità della condanna ai lavori di pubblica utilità. Percorso che sotto gli occhi di vittime e intera società ha lo scopo di risarcire la collettività stessa, attraverso lavori di contrasto al degrado delle città, in alternativa svolti direttamente al servizio della vittima.
In programma infine (per ora) un notevole potenziamento delle prerogative dell’autorità nazionale Anticorruzione, con particolare riguardo a innovativi connotati del piano anticorruzione.

(*) Avvocato esperto anticorruzione, trasparenza e privacy - funzionario pubblico - docente Anutel


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