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Task force nelle prefetture, nuova governance dell’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati alla mafia

di Ivan Cimmarusti

Da nuove task force di supporto alle prefetture, a corsi di formazione con la Scuola Superiore della Magistratura: è la nuova governance dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla mafia (Anbsc). Regole innovative che rappresentano una nuova sfida nel contrasto alla criminalità organizzata, che ora posano sui tre macro obiettivi prefissati dal neo istituito Tavolo nazionale di indirizzo e verifica: rafforzamento della cooperazione tra istituzioni, valorizzazione del patrimonio immobiliare confiscato e reimissione nel circuito dell’economia legale delle aziende portate via alle mafie.

Agenzia 4.0

È un Agenzia 4.0 quella su cui mette la firma il prefetto Bruno Frattasi, dal 4 febbraio scorso – dopo aver coordinato il Dipartimento dei Vigili del Fuoco – a capo dell’ente che gestisce i beni sottratti alla criminalità. La copertura finanziaria già c’è: si tratta di fondi previsti dal Pon Legalità 2014-2020, Fondo Sviluppo Coesione 2014-2020 e sostegni della Legge di Bilancio 2016.
Alla Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Nicola Morra, Frattasi ha illustrato la nuova governance dell’Anbsc, che posa sua una direttrice fondamentale: la cooperazione tra istituzioni sulla riga di quanto stabilito dal Tavolo nazionale di indirizzo e verifica, in vigore dal 6 marzo scorso come disposto con delibera del Cipe. In questo senso vanno gli accordi siglati con l’Autorità giudiziaria, ma anche con l’Agenzia dell’Entrate e l’Agenzia del Demanio. Non solo: un nuovo impulso arriva anche dall’introduzione di figure professionali che risultano strategiche per la nuova governance dell’Agenzia: ingegneri, informatici, periti aziendali e agronomi. Ma andiamo per gradi.

Nuclei nelle prefetture

Le nuove regole hanno maggiore impatto a livello territoriale. Per dar corso alla policy diretta alla valorizzazione dei patrimoni illeciti confiscati, il prefetto Frattasi – assieme al direttore vicario, prefetto Saverio Ordine, e al capo segreteria tecnica, viceprefetto Edoardo Sottile – ha reso «dirigenziali» le sedi secondarie di Reggio Calabria, Palermo, Milano e Napoli, per offrire una risposta immediata ai vari stakeholder (enti locali) nella gestione dei beni destinati. Prevista l’attivazione di Gruppi regionali permanenti che siederanno al Tavolo nazionale, i quali dovranno individuare e pianificare i vari «piani strategici per i beni confiscati». Una novità è data dall’applicazione dell’istituto dell’avvalimento, che consente di affidare a una task force esterna il compito di formare il personale della prefettura: si tratta di Nuclei di supporto, organismi composti da esperti in materia di confische, che dovranno non solo avviare un’attività di tutela e monitoraggio dei patrimoni in gestione ma anche occuparsi della destinazione del bene, fin dalla fase giudiziaria del sequestro.

Raccordo con i pm

È in quest’ottica che è stata avviata una forma di collaborazione con l’Autorità giudiziaria. Per aumentare la competenza in ambito confische, la Scuola Superiore della Magistratura, presieduta da Gaetano Silvestri, ha aperto i corsi didattici anche ai funzionari dei Nuclei. Una novità assoluta, che va nel segno dell’integrazione delle procedure: creare un raccordo più incisivo tra la fase giudiziaria, con il sequestro, e la fase amministrativa, che prevede la gestione del bene.

Cooperazione col Mef

Nuova cooperazione, inoltre, è stata avviata con organismi di riferimento del ministero dell’Economia, quali l’Agenzia dell’Entrate e l’Agenzia del Demanio. In particolare è previsto un potenziamento dello scambio informativo dei dati ipotecari e catastali, censuari e cartografici. Inoltre, è stato disposto un accesso più agevole ai dati patrimoniali e fiscali delle imprese e delle società interessate dai provvedimenti di sequestro o confisca. Una ulteriore novità è data dall’attività formativa per il personale dell’Anbsc, che potrà seguire corsi dell’Agenzia dell’Entrate in materia di valutazione e gestione immobiliare. Nella nuova governance è prevista la realizzazione di report di business intelligence da dati reperiti sulla piattaforma “Aziende confiscate”, di Unioncamere.


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