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Fontana (Lombardia): «Non sia il Nord a pagare per le inefficienze»

di Sara Monaci

Non può dirsi ancora soddisfatto il governatore della Lombardia Attilio Fontana, che dopo il primo accordo con il governo per il fondo di perequazione, dichiara di voler correre per arrivare all’intesa definitiva tra Stato e Regioni, così da avere rapidamente l’autonomia regionale. «Questo fondo ribadisce ciò che già esisteva, ora procediamo verso l’intesa vera e propria. Ma soprattutto facciamo in modo che, una volta calcolati i costi standard delle performance, non siano le regioni più efficienti a pagare per quelle meno», commenta Fontana.

Il governatore ricorda il percorso politico avviato con il suo predecessore Roberto Maroni: «Ormai sono due anni che i lombardi si sono espressi con il referendum ed è più di un anno che i nostri tecnici lavorano alla definizione dell’intesa con le 20 richieste su 23 consentite dalla Costituzione, che abbiamo individuato. La norma proposta deve offrire criteri che accelerino i tempi dell’effettiva concretizzazione dell’autonomia differenziata, non che la frenino».

A fine novembre 2017 in Lombardia c’è stato un referendum consultivo sull’autonomia regionale, dove si sono presentati alle urne circa il 30% degli aventi diritto lombardi (di questi ovviamente la grande maggioranza si è dichiarata a favore del sì). All’epoca Maroni chiedeva di riappropriarsi di tutte le 23 materie concesse dalla Costituzione. Oggi evidentemente con Fontana il numero delle materie è stato ritoccato.

Per quanto riguarda la proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, Fontana commenta così: «La legge proposta ricalca e ribadisce principi costituzionali e norme già esistenti, soprattutto seguendo i principi della legge 42 sul federalismo fiscale, che noi abbiamo sempre tenuto presenti, quindi non può che esserci una condivisione di fondo. Come Conferenza delle Regioni però abbiamo presentato una serie di modifiche e miglioramenti che chiediamo vengano inseriti. Ad esempio - ha sottolineato Fontana - c’è la necessità di evidenziare che le amministrazioni efficienti non verranno chiamate a garantire il riequilibrio; oppure il meccanismo di perequazione infrastrutturale che può sicuramente utilizzare modalità di assegnazione delle risorse già condivise all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni, e che stanno producendo un’accelerazione degli investimenti pubblici sui territori».


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