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Zaia (Veneto): «Il vero nodo sarà la norma finanziaria»

di Barbara Ganz

«Le tempistiche che dà il ministro Boccia sono per gennaio-febbraio, e penso sia verosimile che si possa firmare un’intesa. Noi abbiamo presentato una bozza di 68 articoli mesi fa, per cui non si fa neanche fatica per scriverla». Luca Zaia parla di autonomia a margine della firma di un protocollo con la Guardia di Finanza relativo alla sanità, e registra con favore, nell’ultima conferenza Stato Regioni, la presenza di un rappresentante del ministero dell’Economia e delle Finanze «che si è prestato a un approfondimento. Ricordo però che la legge cornice non ha nulla a che vedere con l’intesa vera e propria». La legge quadro, secondo il presidente del Veneto, «è un recinto entro il quale ci dovremo muovere: se passa andrà in finanziaria - aggiunge Zaia - dopodiché, secondo quello che dice il ministro, saremo pronti per firmare. Il vero tema - aggiunge - è quello della norma finanziaria nella cornice di una legge quadro. Di certo noi non potremo mai pensare che la soluzione sia dire: se non si definiscono i Lep (livelli essenziali delle prestazioni, ndr) entro 12 mesi resta tutto come prima. Penso che questo sia chiaro a chiunque, non sarebbe sottoscrivibile».

Se la questione dei Lep dovesse sforare la previsione dei 12 mesi, «noi chiederemo l’applicazione della vecchia norma. L’uso della media storica nazionale era già previsto nella nostra proposta di gestione del periodo di passaggio fra la spesa storica e i fabbisogni standard». Di certo nella definizione «di questi che alla fine sono degli algoritmi chiediamo di essere al tavolo di lavoro, non che siano definiti a Roma senza la partecipazione delle regioni. Intanto abbiamo portato a casa un risultato, e cioè che i Lep si faranno su quattro materie: trasporto pubblico, sociale, sanità e scuola».

Per quanto riguarda la norma finanziaria, «la discussione è ancora del tutto aperta. Vedremo che cosa esce dal Consiglio dei ministri, anche se alcuni aspetto non sono ancora corrispondenti alle nostre aspettative». Ma sulla tempistica la richiesta è di maggiore chiarezza: «Abbiamo chiesto che ci sia una definizione per l’inizio e la fine di ogni passaggio». Zaia registra con favore che «ormai, con la Puglia, sono 17 le regioni che chiedono una qualche forma di autonomia: questo rende fuori luogo parlare di secessione del Nord».


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