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Nuovo contratto per le funzioni locali, strada tutta in salita

di Francesco Fraticelli (*) e Augusto Ruggio (**) - Rubrica a cura di Anutel

Simulata l’applicazione dell’articolo 69 del nuovo contratto del comparto funzioni locali, il risultato non appare molto incoraggiante in quanto il meccanismo proposto di valutazione della premialità aggiuntiva da riconoscere ai dipendenti di categoria che conseguono valutazioni più elevate non ci sembra sia molto intuitivo e semplice da applicare. Per questo abbiamo cercato con un esempio di chiarirci le idee.

La norma
L’articolo 69 - Differenziazione del premio individuale, prescrive:
1. Ai dipendenti che conseguano le valutazioni più elevate, secondo quanto previsto dal sistema di valutazione dell’ente, è attribuita una maggiorazione del premio individuale di cui all’articolo 68, comma 2, che si aggiunge alla quota di detto premio attribuita al personale valutato positivamente sulla base dei criteri selettivi.
2. La misura di questa maggiorazione, definita in sede di contrattazione integrativa, non potrà comunque essere inferiore al 30% del valore medio pro-capite dei premi attribuiti al personale valutato positivamente ai sensi del comma 1.
3. La contrattazione integrativa definisce preventivamente anche una limitata quota massima di personale valutato, cui tale maggiorazione può essere attribuita.

La simulazione
Provando ad applicare il disposto contrattuale facendo una semplificazione operativa, poi si considerano le iniziative di carattere regolamentare, sindacale e organizzativo che bisogna mettere in campo per rispettare le norme.
Si ipotizzi, per esempio, questa situazione:
• Numero di 80 dipendenti per un budget totale di 103mila euro, di cui:
- 10 destinatari di un budget di 18mila euro valutati con votazione alta – 1° gruppo;
- 30 destinatari di un budget di 45mila euro valutati con votazione buona – 2° gruppo;
- 40 destinatari di un budget di 40mila euro valutati con votazione sufficiente - 3° gruppo
• Calcolo del valore medio pro-capite dei premi attribuiti che risulta pari a 103mila euro/80 dipendenti = 1287,50 euro;
• Percentuale minima del 30% del valore medio pro-capite che risulta così pari e 1287,50 euro X 0,30=386,25 euro;

Nell'ipotesi che si sia stabilito che la quota di dipendenti premiati sia pari al 30% del personale valutato con votazione alta (1° gruppo), allora solo 3 dipendenti potranno avere una premialità pari a 386,25 euro, aggiuntiva a quella ordinaria derivante dalla valutazione della loro performance individuale, per un totale di premialità pari a euro 386,25 X 3 = 1.158,75euro. Questo nell'ipotesi di riconoscere a tutti i dipendenti la stessa premialità a prescindere dalla loro categoria di appartenenza.

Premialità in funzione della categoria
Se, invece, in sede di contrattazione decentrata è stato stabilito che la stessa premialità aggiuntiva non va assegnata in valore assoluto a ogni dipendente, ma va rimodulata in funzione della categoria di appartenenza, allora la ridistribuzione diventa più articolata. Nel nostro caso ipotizzando che i nostri 3 dipendenti premiati siano uno di categoria B (valore pari a 1,00), uno di categoria C (valore pari a 1,50) e uno di categoria D (valore pari a 2,00) si calcolano i dipendenti equivalenti che risultano pari a 4,5 (in quanto 1x1+ 1x1,50+1x2,00=4,5) e il valore-punto sarà pari a euro 1.158,75 : 4,5 = 257,50 euro. La premialità aggiuntiva per i 3 dipendenti premiati sarà in questo caso pari a:
• 257,5 per il dipendente di categoria B;
• 386,25 per il dipendente di categoria C;
• 515,00 per il dipendente di categoria D

per un totale che risulta essere sempre di 1158,75€.
La premialità non si esaurisce con una procedura simile perché i problemi che restano ancora aperti sono tanti e le iniziative da mettere in campo sono diverse. Ricordiamone alcune:
• Implementazione del sistema di misurazione e di valutazione in vigore presso l'ente per prevedere il regime di premialità aggiuntiva;
• Definizione , nell’ambito del confronto sindacale, dei criteri generali dei sistemi di valutazione della performance;
• Individuazione, nell’ambito della contrattazione decentrata integrativa, di alcune scelte:
- quota massima “limitata” di personale valutato nella fascia più elevata al quale attribuire il beneficio premiale aggiuntivo. (Orientativamente tale percentuale dovrebbe essere dell’ordine del 30%);
- definizione della percentuale minima del 30% del valore medio pro-capite della valutazione di tutto il personale valutato positivamente (che deve essere assegnata in termini assoluti o proporzionali alle specifiche categorie interessate);
- criteri di ripartizione delle risorse disponibili per la contrattazione di cui all’articolo 68 tra le diverse modalità di utilizzo;
- criteri per l’attribuzione dei premi correlati alla performance individuale.
Certamente altre domande sorgeranno alle quali prepararsi a dare risposte possibilmente chiare. Senza considerare che il contratto delle funzioni locali dei dipendenti di categoria non è ancora attivo e quello dei dirigenti è di là da venire.

(*) Presidente Revisori Anutel

(**) Esperto ingegneria gestionale pubblica amministrazione


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