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Incentivi per funzioni tecniche al vaglio del revisore

di Rosa Ricciardi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

La delibera n. 6/2018 della sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha chiarito la natura degli incentivi per funzioni tecniche dell'articolo 113 del Dlgs 50/2016 richiamando il comma 5-bis introdotto dalla finanziaria 2018 (articolo 1, comma 526, legge 205/2017) per dire che:
1) non si tratta di spesa del personale;
2) gli incentivi per i componenti del gruppo di lavoro fanno capo al medesimo capitolo di spesa previsto per il singolo lavoro pubblico (quindi titolo 2° della spesa), servizio o fornitura (titolo 1° della spesa).

Le fasi
Infatti, l'articolo 113 aveva già definito le diverse fasi necessarie per arrivare alla quantificazione e stanziamento degli incentivi. Il codice degli appalti con l'articolo 113 mira a premiare la programmazione, l'esecuzione, la conclusione dell'opera pubblica fino al collaudo, ed estende questa logica premiale agli appalti relativi a servizi e forniture solo nel caso in cui sia nominato il direttore dell'esecuzione.
Premesso che deve trattarsi di lavori, servizi e forniture da affidare con gara, il comma 2 dell'articolo 113 Dlgs 50/2016 prevede la stesura di un progetto e l'accantonamento delle risorse del quadro economico nel capitolo destinato allo stanziamento, impegno, liquidazione del singolo lavoro pubblico, singolo servizio o fornitura da appaltare. Nel progetto vanno individuati i costi e i tempi di esecuzione, fino alla chiusura del procedimento.
Si ricorda che l'obbligazione giuridica non nasce con la determinazione del responsabile unico del procedimento di impegno della spesa e di assegnazione dei lavori, del servizio o della fornitura, ma con la firma del contratto.
Vale la pena ricordare che gli enti locali sono impegnati anche nell'applicazione della normativa alle gare per lavori/servizi e forniture che sono state aggiudicate dal 19 aprile 2016 in poi, e non sempre l'intero procedimento è stato perfezionato secondo la logica consequenzialità degli atti ed entro l'anno di riferimento.

I compiti del revisore
Al revisore può essere richiesto un parere, per le implicazioni finanziarie-contabili del fondo per gli incentivi delle funzioni tecniche. Non può certo limitarsi a verificare solo se esiste il regolamento approvato dalla giunta, ma dopo un primo controllo sui prerequisiti indicati già in maniera molto chiara nell'aprile 2016 dall'articolo 113 del Dlgs 50/2016, deve verificare se:
a) è stata calcolata la percentuale degli incentivi da accantonare nel fondo in coerenza con i tempi di esecuzione del contratto, riportati nel cronoprogramma di attività e di spesa;
b) l'accantonamento è riportato nello stesso capitolo delle altre voci del quadro economico.
Ai fini della liquidazione dell'incentivo il revisore deve verificare se:
1. la giunta ha disciplinato e modulato (comma 2 dell’articolo 113 del Dlgs 50/2016) con apposito regolamento la ripartizione degli incentivi per funzioni tecniche con l'obiettivo di premiare i dipendenti che concretizzano l'esecuzione dell'opera, del servizio o della fornitura nel rispetto di importi e tempi programmati;
2. la determina di approvazione del dirigente/responsabile del servizio documenta il completamento delle attività, le persone impegnate e i singoli importi per gli incentivi rispettano i limiti fissati nel regolamento approvato dalla giunta;
3. gli incentivi dell'articolo 113 sono destinati solo ai componenti il gruppo di lavoro, già formalmente individuato a monte dal dirigente o dal responsabile del servizio o dal responsabile unico del provvedimento, tenendo presente le attività realmente svolte, la spesa sostenuta rispetto a quella prevista, i tempi di realizzazione rispetto a quelli previsti.

I tempi di erogazione
La Corte dei conti nella pronuncia n. 6/2018 specifica che l'incentivo va erogato solo al completamento dell'opera o dell'esecuzione della fornitura/servizio, cioè la chiusura dell'appalto si ha con l'ultima prestazione. Il cronoprogramma deve riportare i tempi di esecuzione del contratto e l'incentivo va impegnato in proporzione all'esecuzione. Nel caso di appalti biennali/triennali per le forniture e i servizi, a parere di chi scrive, può essere liquidato nei bilanci interessati dal cronoprogramma.
Se il revisore si trova davanti al caso di gare concluse tra l'aprile 2016 e l'aprile 2018, che non hanno trovato nei bilanci di riferimento lo stanziamento degli incentivi per funzioni tecniche da parte del responsabile unico del provvedimento o del responsabile del servizio, dovrà capire perché l'intero quadro economico del lavoro pubblico o del servizio/fornitura appaltato nel 2016 o nel 2017 non è stato impegnato nello stesso anno, ergo anche gli incentivi.
Vedrà l'appoggio del responsabile del servizio finanziario perché il principio della competenza finanziaria potenziata dice che con l'atto di costituzione del fondo per incentivi funzioni tecniche si quantificano le risorse e si costituisce il vincolo contabile alle stesse (2016 o 2017), mentre il pagamento (esigibilità) può anche ricadere nel 2018. E fintanto che tutti i titolari di posizione organizzativa non avranno assimilato i principi contabili applicati dell'armonizzazione, probabilmente sarà necessario suggerire che l'applicazione corretta del Dlgs 118/2011 sia il primo obiettivo trasversale individuale e di gruppo del piano esecutivo di gestione triennale.
Considerate le implicazioni contabili nel sito dell'Ancrel si troverà una scheda per le verifiche del revisore sugli incentivi tecnici - articolo 113 del Dlgs 50/2016

( *) Membro comitato esecutivo nazionale Ancrel


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