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Controlli sulle entrate in conto capitale: oneri di urbanizzazione e proventi delle alienazioni

di Tommaso Pazzaglini - Rubrica a cura di Ancrel

L'utilizzo degli oneri di urbanizzazione, superando le vecchie disposizioni, è disciplinato dall’articolo 1, comma 460, della legge 232/2016, che così dispone: «a decorrere dal 1º gennaio 2018, i proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni previste dal testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380, sono destinati esclusivamente e senza vincoli temporali alla realizzazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici e nelle periferie degradate, a interventi di riuso e di rigenerazione, a interventi di demolizione di costruzioni abusive, all'acquisizione e alla realizzazione di aree verdi destinate a uso pubblico, a interventi di tutela e riqualificazione dell'ambiente e del paesaggio, anche ai fini della prevenzione e della mitigazione del rischio idrogeologico e sismico e della tutela e riqualificazione del patrimonio rurale pubblico, nonché a interventi volti a favorire l'insediamento di attività di agricoltura nell'ambito urbano e a spese di progettazione per opere pubbliche.».

Il Dlgs 148/2017
L'ultima destinazione del precedente elenco è stata inserita dal Dl 148/2017 (convertito dalla legge 4 dicembre 2017 n. 172). Pertanto gli oneri devono essere utilizzati solo per le finalità indicate dal comma 460.
Si ricorda che tra le opere di urbanizzazione primaria rientrano: strade e parcheggi, acquedotti, fognature e depurazione, rete elettrica, rete gas, rete telefonica, pubblica illuminazione, verde attrezzato, cimiteri. Mentre tra quelle di urbanizzazione secondaria rientrano: asili nido, scuole materne, scuole dell'obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese ed altri edifici religiosi, impianti sportivi e di quartiere, centri sociali, attrezzature culturali e sanitarie, aree verdi di quartiere.

La risposta Arconet
È opportuno rammentare la risposta di Arconet a una Faq dove precisa che l'elenco definito dalla legge 232/2016 non rappresenta un vincolo di destinazione specifico, ma una generica destinazione ad una categoria di spese e pertanto non esiste nessun vincolo di cassa da rispettare.
Inoltre l'articolo 1, comma 461, della legge 232/2016 abroga, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2018, l'articolo 2, comma 8 della legge 244/2007 che permetteva per i proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni in materia edilizia la possibilità di: «essere utilizzati per una quota non superiore al 50 per cento per il finanziamento di spese correnti e per una quota non superiore ad un ulteriore 25 per cento esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del verde, delle strade e del patrimonio comunale».
Ciò è un importante controllo che deve effettuare il revisore sul corretto adempimento e utilizzo degli oneri di urbanizzazione sia per l'esercizio 2018 nel caso non sia già stato fatto e una forte attenzione anche in sede di predisposizione del bilancio di previsione per gli esercizi 2019/2021.
Inoltre, è importante soffermarsi sul fatto che i proventi del piano delle alienazioni e valorizzazioni, approvato dal Consiglio Comunale, devono seguire determinate regole per il loro utilizzo ed è quindi opportuno, anche in questo caso, verificarne la corretta destinazione. È utile un riepilogo:
• il Dl 78/2015 modifica l'articolo 56-bis del Dl 69/2013 (convertito dalla legge 98/2013), portando al 10% la quota destinata prioritariamente all'estinzione anticipata dei mutui e il 90% quindi al finanziamento di spese d'investimento;
• l'articolo 9, comma 5, del Dlgs 85/2010 recita che: «le risorse nette derivanti a ciascuna Regione ed ente locale dalla eventuale alienazione degli immobili del patrimonio disponibile loro attribuito ai sensi del presente decreto nonché quelle derivanti dalla eventuale cessione di quote di fondi immobiliari cui i medesimi beni siano stati conferiti sono acquisite dall'ente territoriale per un ammontare pari al settantacinque per cento delle stesse. Le predette risorse sono destinate alla riduzione del debito dell'ente e, solo in assenza del debito o comunque per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento. La residua quota del venticinque per cento e' destinata al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.” “Ciascuna Regione o ente locale può procedere all'alienazione di immobili attribuiti ai sensi del presente decreto legislativo previa attestazione della congruità del valore del bene da parte dell'Agenzia del demanio o dell'Agenzia del territorio, secondo le rispettive competenze. L'attestazione e' resa entro il termine di trenta giorni dalla relativa richiesta.»;
• la legge di bilancio 2018, all'articolo 1, comma 866 consente agli enti locali, nel biennio 2018-2020, l'utilizzo dei proventi derivanti dalle alienazioni patrimoniali al fine di finanziare le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell'anno o in anticipo rispetto all'originario piano di ammortamento. La diposizione specifica che i proventi possono derivare anche da azioni o piani di razionalizzazione adottati dall'ente locale interessato. Tale facoltà è però limitata soltanto agli enti locali che:
 registrano, con riferimento al bilancio consolidato dell'esercizio precedente, un rapporto tra totale delle immobilizzazioni e debiti da finanziamento superiore a 2;
 in sede di bilancio di previsione non denotino incrementi di spesa corrente ricorrente, come definita dall'allegato 7 al Dlgs. 118/2011;
 sono in regola con gli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità.

Beni derivanti dal federalismo demaniale
Ricapitolando nel caso di beni derivanti dal federalismo demaniale, il 25% dei proventi va devoluto allo Stato mentre il 75% all'estinzione anticipata di mutui ed in loro assenza alle spese di investimento.
In generale, quindi, i proventi derivanti da alienazioni patrimoniali sono destinati a finanziare gli investimenti (articolo 199 del Tuel), la realizzazione di opere pubbliche, il finanziamento delle perdite di gestione delle aziende pubbliche di trasporto, l'adozione dei provvedimenti di riequilibrio di bilancio, la copertura dei disavanzi o dei debiti fuori bilancio (articolo 193 del Tuel), le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento.
Tra gli altri si ricordano anche i vincoli di destinazione dei proventi derivanti dall'alienazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica che devono essere destinati solamente al finanziamento di interventi nello stesso settore (Legge 560/1993, articolo 1, comma 5).
Per concludere ricordiamo che l'eventuale Iva incassata sulla vendita del bene può essere utilizzata per finanziare in parte corrente il debito Iva da versare all'erario.


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