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Manovra tributaria 2019 al buio

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Numerosi Comuni stanno già lavorando alla predisposizione del bilancio di previsione 2019-2021, in vista della scadenza «ordinaria» del 31 dicembre. In assenza dei provvedimenti connessi alla legge di bilancio, tuttavia, le amministrazioni hanno molti dubbi sulle «manovre tributarie locali».

La sospensione degli aumenti
Con lo spirare del 31 dicembre 2018 viene meno la sospensione degli effetti delle deliberazioni degli enti locali che dispongono aumenti delle tariffe o delle aliquote dei tributi locali, incluse quelle riferite alle addizionali, prevista inizialmente per il 2016 dalla legge 208/2015 (articolo 1, comma 26) e successivamente confermata fino al 2018 prima dalla legge 232/2016 e poi dalla 205/2017.
La sospensione riguarda gli aumenti disposti rispetto alle aliquote o alle tariffe vigenti nel 2015, con l'obiettivo di contenere il livello complessivo della pressione tributaria. Non riguarda, tuttavia, il settore sanitario, la tassa sui rifiuti e l'imposta di soggiorno, che con l'entrata in vigore dell'articolo 4, comma 7, del Dl 50/2017 può essere istituita o aumentata in deroga a quel limite, il contributo di sbarco e la «tassa sui vulcani» (articolo 13, comma 4-bis, Dl 244/2016). Inoltre, restano esclusi anche gli enti che hanno fatto ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (il “pre-dissesto”) e gli enti in dissesto.

Il ricorso alla leva tributaria nel 2019
Nel predisporre il bilancio, tuttavia, molti enti sono incerti sull’utilizzo della leva tributaria, spesso necessaria per procurarsi le entrate indispensabili per garantire l'equilibrio corrente e soprattutto per sostenere la spesa occorrente per l'erogazione dei servizi, sempre più onerosi nel tempo.
Il bilancio e la connessa manovra tributaria, infatti, non possono che predisporsi facendo riferimento alle norme di legge vigenti, che come detto, con decorrenza dal 2019, non prevedono più alcuna limitazione all'utilizzo della leva tributaria locale (se non i limiti previsti ovviamente dalle norme di disciplina di ogni singolo tributo). Ma si conosce il rischio che l'eventuale conferma del blocco degli aumenti tributari locali anche per il futuro sia disposta con la legge di bilancio o con i provvedimenti a essa collegati che, di solito, assumono la loro veste definitiva solo alla fine dell'anno.
Quando però l'impianto del bilancio comunale dovrebbe essere definito (salvo proroga dei termini di bilancio). E non sempre è possibile, nel caso dell'eventuale conferma della sospensione degli aumenti tributari, modificare il bilancio approvato ricorrendo a una variazione specifica, per eliminare la previsione delle maggiori entrate connesse agli aumenti tributari previsti, stante la frequente difficoltà nel reperire le relative risorse sostitutive.
A meno che non sia possibile ricorrere alla riduzione della spesa corrente avente carattere discrezionale e non obbligatorio. Voce però in molti casi difficile da reperire o comunque non sufficiente allo scopo, specie se l'aumento del prelievo locale è stato reso necessario proprio per garantire il mantenimento dei servizi esistenti.
Peraltro, non può sottacersi che la sospensione degli aumenti ha penalizzato soprattutto le amministrazioni che nel tempo avevano mantenuto la pressione tributaria a livelli contenuti, pur non rinunciando ad erogare i servizi ai cittadini. Questi enti, infatti, si trovano ora forse più di altri nella difficoltà di mantenere gli stessi servizi.

L'accorpamento Imu-Tasi
La conferma della sospensione, inoltre, renderebbe molto ardua se non impossibile l'operazione di accorpamento di Imu e Tasi, cui molte amministrazioni comunali stanno pensando stante l'ormai scarso significato di quest'ultimo tributo, di fatto corrisposto solo dai proprietari e dai locatari/utilizzatori di immobili che non sono destinati ad abitazioni principali. Escludendo dal prelievo proprio i soggetti che maggiormente fruiscono invece dei servizi comunali.

Altre questioni
Infine, non si può non sottolineare la necessità di interventi normativi/interpretativi che pongano fine alle complesse e delicate vicende createsi in tema di imposta comunale sulla pubblicità/diritto sulle pubbliche affissioni, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 15/2018 e in materia di Tari, sulla questione dell'applicazione della quota variabile alle pertinenze.
Proprio per queste motivazioni sarebbe auspicabile la rapida approvazione di provvedimenti che diano certezza al quadro della finanza comunale, onde consentire a tutti i Comuni l'approvazione del bilancio entro la fine dell'anno. Come peraltro dispongono la legge e i principi contabili.

(*) vice presidente e docente Anutel


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