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L’Ancrel riparte nel nome di Antonino Borghi

Nella prima relazione del ministero dell'Interno sulla gestione dell'albo dei revisori dei conti negli enti locali c'è un dato che merita di far suonare l'allarme: gli under 35 che svolgono o puntano a svolgere il ruolo di revisore sono 688, cioè il 4% degli iscritti agli elenchi. Un problema non da poco per una funzione alle prese con problemi strutturali di riconoscimento, di status e di regole d'ingaggio. Anche per questo l'Ancrel, l'associazione nazionale che li rappresenta, ha deciso di ripartire costruendo un ponte fra il passato e il futuro.

Nuovo presidente Marco Castellani
Per farlo, all'assemblea nazionale di Rimini che il 5-6 ottobre ha nominato come nuovo presidente Marco Castellani e vicepresidente Rosa Ricciardi, l'Ancrel ha dato il via al «premio Antonino Borghi» dedicato alla miglior tesi di laurea sulla finanza locale. Il premio è andato quest'anno a Martina Baldari, e alla sua tesi magistrale discussa all'Università di Chieti e Pescara dedicata a «La crisi finanziaria degli enti locali e la necessità di nuovi indicatori di deficitarietà». Tema di stretta attualità, a cui sta lavorando il ministero dell'Interno e l'Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali per dare alle amministrazioni un termometro davvero in grado di segnalare in tempo i problemi del bilancio e provare a prevenire i problemi di bilancio prima che diventino troppo gravi per essere gestiti in modo ordinato.

La lezione di Antonino Borghi
L'attenzione puntuale ai dossier di più stretta attualità è del resto uno degli insegnamenti chiave di Antonino Borghi, il fondatore dell'Ancrel che per i revisori contabili continua a rappresentare il primo pilastro del ponte fra passato e futuro. È stato lui a portare la figura del revisore al centro dei tavoli tecnici di ministero dell'Economia e Viminale, e a intrecciare un confronto continuo con le istituzioni che è indispensabile per valorizzare il ruolo dei professionisti nella Pa, e per difenderli dagli attacchi che li vorrebbero riportare ai margini del sistema. Una lezione, quella di Borghi, che le centinaia di persone riunite a Rimini per l'assemblea nazionale non hanno dimenticato. E che ora tocca a Marco Castellani portare avanti.


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