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All’assemblea di Rimini l’Anci chiede meno leggi e più semplificazione amministrativa

di Iacopo Cavallini (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Tra i numerosi temi che sono stati affrontati nel corso della recente assemblea Anci di Rimini, quello della semplificazione del quadro normativo e della semplificazione amministrativa «ha occupato un posto in prima fila».
Nella sua relazione introduttiva ai lavori assembleari, il presidente Decaro ha ricordato l'iniziativa «Liberiamo i sindaci», che, a prescindere dal titolo volutamente provocatorio, consiste in una seria e articolata proposta di legge, tesa allo snellimento degli «innumerevoli, complessi e laboriosi adempimenti burocratici».

Il documento
Predisposto dall'Anci, il documento mette nel mirino una pluralità di norme, additate come causa della complessità amministrativa che grava sui primi cittadini, tra cui alcune che a malapena gli addetti ai lavori potrebbero ricondurre tra le funzioni e i compiti dei Sindaci.
Si pensi, per esempio, alla legge Basaglia (legge 13 maggio 1978 n. 180) in tema di «Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori» oppure al Dpr 26 marzo 1980 n. 327 sulla disciplina igienica della produzione e vendita di alimenti e bevande. E ad altre con le quali, invece, al contrario sono da tempo abituati a confrontarsi (e spesso scontrarsi) nell'esercizio delle proprie prerogative. Valga, tra le tante, la proposta di una sorta di «Foia in salsa amministrativa», da raggiungere mediante l'abrogazione de:
- le comunicazioni multiple, mediante «l'esclusività», a titolo esemplificativo, della pubblicazione di dati e informazioni sulle procedure di appalto, come pure dell'invio alla Bdap;
- le comunicazioni e i dati inerenti il conto annuale del personale ove già pubblicati in amministrazione trasparente;
- la pubblicazione dei bilanci di aziende speciali e istituzioni;
- la trasmissione, destinatario il Mef, della situazione riepilogativa sulla gestione della I.C.P.;
- la comunicazione, destinatario l'Ifel dei dati relativi ai versamenti Ici effettuati dai contribuenti.
Va da sé che, parlando di semplificazione degli adempimenti amministrativo-contabili (e quindi di impatto sulla sfera organizzativa, più che su quella politica), nel documento dei Sindaci ricorra sovente il richiamo al Tuel. Limitando appunto l'esposizione alla Parte II, ossia all'Ordinamento finanziario e contabili, una tabella esplica le modifiche che l’Anci propone di apportare al Dlgs 267/2000.

Piano dei conti
Altre norme «di favore» per i piccoli Comuni dovrebbero riguardare, secondo i desiderata dell'Anci, l'applicazione del piano dei conti integrato al IV in luogo del V livello, un modello semplificato di bilancio di previsione e di rendiconto della gestione, e la disapplicazione - come si intuiva dalla tabella sinottica - degli obblighi su contabilità economico-patrimoniale e bilancio consolidato.
Presto per dire se e quanto delle proposte Anci saranno recepite dal governo, che per bocca del sottosegretario al ministero dell’Interno Stefano Candiani ha confermato comunque l'intenzione di chiedere a breve al Parlamento la delega per avviare il percorso di riforma il Dlgs 267/2000. E poiché la storia è maestra di vita, è interessante riandare con la mente a un passato non così lontano, quando l'esecutivo allora in carica, attuando la legge 265/1999 recante disposizioni in materia di autonomia e ordinamento degli enti locali, semplificò fortemente il sistema normativo mediante l'abrogazione esplicita di numerose leggi, la sistematizzazione di altre e la riforma di altre ancora; per questo «meritandosi» l'appellativo di testo unico «innovativo», ossia destinato a modificare e non semplicemente a «compilare» il diritto.
Considerata la stratificazione di norme che si è manifestata immediatamente dopo l'approvazione del Tuel, oltre che la straordinaria quantità di modifiche apportate nel tempo allo stesso da provvedimenti «contingenti», sarebbe auspicabile che la sua riforma ne avesse la medesima carica innovativa; anche allo scopo di risolvere quei problemi di coordinamento, che tuttora persistono, con l'altro fondamentale provvedimento di riforma del sistema contabile e di bilancio degli enti locali, ossia il Dlgs 118/2011 in materia di armonizzazione.
Sulla stessa linea a favore della semplificazione si è mossa anche Anci Veneto che, in collaborazione con le associazioni che raggruppano i ragionieri degli enti locali e con Ancrel nazionale, ha ufficialmente presentato un documento condiviso da tutti i partecipanti con il quale si invita il governo a una complessiva rivisitazione degli adempimenti dei responsabili degli uffici finanziari e dei revisori degli enti locali.
Il documento nello specifico richiede minori adempimenti soprattutto per i Comuni di piccole dimensioni.

(*) Membro del comitato scientifico Ancrel


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