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Note operative sulla delibera di aggiornamento al Gap

di Daniele Lanza (*) - Rubrica a cura di Anutel

Entro la fine dell'anno ogni ente locale dovrà adottare la delibera di aggiornamento del gruppo amministrazione pubblica e del perimetro di consolidamento. Per svolgere questo adempimento occorre ricordare le novità introdotte dal Dm 11 agosto 2017, che hanno una valenza applicativa per il bilancio consolidato 2018 e per quelli successivi.
Andando con ordine ricordiamo brevemente i soggetti che debbono rientrare nel Gap ed essere punto di partenza per la compilazione del secondo elenco da esso discendente, cioè «gli enti, le aziende e le società componenti del gruppo compresi nel bilancio consolidato».
Devono essere censiti nel gruppo amministrazione pubblica:
• gli enti strumentali, cioè quei soggetti economici a natura non societaria che interagiscono con l'amministrazione capo gruppo e che possono essere classificati come enti strumentali controllati, se esiste almeno una condizione riscontrabile dall'articolo 11 ter del Dlgs 118/2011, o con natura di partecipate se tali presupposti siano insistenti;
• le società individuate dal libro V, titolo V capi V, VI e VII del codice civile.

Le società ricomprendibili
Non tutte le società sono ricomprendibili nel Gap, ma solo quelle per azioni (capo V), in accomandita per azioni (capo VI) e a responsabilità limitata (capo VII). Le società così intese a loro volta vengono classificate come controllate, se è presente almeno un elemento qualificante di quelli enunciati dal richiamato principio contabile applicato al punto 3.1, o partecipate.
Rispetto all'anno precedente occorre inserire nel Gap quelle società partecipate in cui l'ente locale abbia una percentuale di possesso superiore al 20% (10% se quotate) anche se non a totale partecipazione pubblica affidatarie di servizi pubblici locali dell'ente. In tale fattispecie rientrano per esempio le società strumentali sin ora non considerate o le società miste a natura non controllata.
In ambito di soggetti da inserire nel Gap, invero, il medesimo principio contabile richiamato esplicitamente dice che […] «ai fini dell'inclusione nel gruppo dell'amministrazione pubblica non rileva la forma giuridica nè la differente natura dell'attività svolta dall'ente strumentale o dalla società» […].
Tale aspetto riteniamo riguardi solo i soggetti diversi dalle società e non ampli la possibilità di inserire nel Gap società diverse da quelle regolamentate dai capi V, VI e VII del titolo V Libro V del codice civile. Il riferimento «non rileva la forma giuridica», pertanto, è indirizzato solo agli enti strumentali, perché tale forma non è stata esplicitamente indicata dalla norma.
Indentificati i soggetti che compongono il Gap occorre procedere alla stesura del secondo elenco atto a individuare «gli enti, le aziende e le società componenti del gruppo compresi nel bilancio consolidato». In prima analisi occorre ricordare che il secondo elenco è un’emanazione del Gap; ciò inteso, al massimo il secondo elenco andrà a contenere i medesimi soggetti ricompresi nel primo.

Il perimetro del consolidamento
In estrema sintesi, nel perimetro di consolidamento non si potrà trovare soggetti non presenti nel Gap. Il passaggio da un elenco all’altro è gestito con il metodo dell’irrilevanza che, per il bilancio consolidato dell’esercizio 2018, è stato novellato dal Dm 11 agosto 2017.
In primis si effettua l’analisi già svolta negli esercizi precedenti con l’unica accortezza che la percentuale di rilevanza è passata dal 10% al 3%.
Ove esistano società che è possibile ritenere irrilevanti occorrerà sommare le diverse percentuali per parametro ottenendo una percentuale complessiva. Se tale sommatoria sara maggiore di dieci occorrerà ricomprendere nel perimetro di consolidamento tante società sino a quando sarà inferiore a dieci.
Rimane inalterata la regola già adottata per il consolidato 2017, in base alla quale occorre ritenere rilevanti «gli enti e le società totalmente partecipati dalla capogruppo, le società in house e gli enti partecipati titolari di affidamento diretto da parte dei componenti del gruppo, a prescindere dalla quota di partecipazione», se precedentemente ricompresi nel Gap.
In conclusione, il computo dell’irrilevanza è producibile se la capo gruppo è in possesso, lei per prima, dei dati per farlo. Ciò significa che gli enti con meno di 5mila abitanti che non hanno approvato lo stato patrimoniale e il conto economico contestualmente al rendiconto 2017 non possono oggi fare questa analisi.
Invero, secondo quanto è desumibile dai lavori parlamentari per l’approvazione della legge di bilancio per il 2019, risulterebbe che gli enti con meno di cinquemila abitanti siano esonerati dalla produzione del bilancio consolidato e dagli obblighi propedeutici compreso l'individuazione del Gap e del perimetro di consolidamento; si ricorda che questo esonero avrà efficacia solo se e quando la manovra di bilancio 2019 sarà legge.

(*) docente Anutel


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