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Enti locali, cosa c’è nel nuovo questionario al preventivo 2018-2020

di Antonio Infantino - Rubrica a cura di Anutel

In diversi enti locali per gli organi di revisione economico-finanziaria si apre la fase di invio del questionario sul bilancio di previsione 2018-2020 alle competenti sezioni regionali di controllo secondo lo schema approvato dalla sezione delle autonomie con la delibera n. 8/2018. Diversi problemi con l’applicativo CONTE, nel mese di luglio, hanno fatto slittare l’adempimento che dovrà essere portato a termine nelle prossime settimane.

Le linee guida e il questionario
Il questionario è finalizzato ad acquisire informazioni sulla corretta tenuta della contabilità armonizzata e della gestione finanziaria che dovrebbe consentire alle sezioni territoriali di inquadrare la situazione dell'ente.
Oltre ai dati contenuti nel questionario, articolati su tre sezioni più un'appendice informativa per i Comuni colpiti dagli eventi sismici del 2017 e del 2018, le linee guida si concentrano su alcuni aspetti di particolare interesse per gli organi di revisione economico-finanziaria. Il percorso di programmazione che deve svolgersi nel rispetto delle compatibilità finanziarie in modo da rispettare il collegamento tra il quadro complessivo dei contenuti della programmazione, i portatori di interesse , le risorse finanziarie, umane e strumentali e le responsabilità di indirizzo, gestione controllo.
La Sezione fa un richiamo espresso ai nuovi modelli di programmazione delle opere pubbliche e degli acquisti di beni e servizi adottati con il decreto del Mit 14/2018 con il quale sono state definite le modalità di redazione, di pubblicazione e di aggiornamento annuale dei relativi schemi. Benché tali novità riguarderanno la futura programmazione 2019-2021 secondo la Corte possono essere un punto di riferimento per impostare anche le politiche di bilancio attuali, in quanto costituiscono uno strumento organizzativo che permette la realizzazione delle politiche e dei progetti di intervento pubblico.

Il fondo pluriennale vincolato
Un altro aspetto riguarda il corretto uso del fondo pluriennale vincolato anche per arginare i fenomeni di sostanziale ingolfamento delle risorse conservate al suo interno, in seguito alle norme derogatorie introdotte nel 2017 e nel 2018.
Con ciò è sollecitata la conclusione delle procedure di affidamento degli appalti per evitare che gli stessi investimenti risultino, con il passare del tempo, incagliati ed improduttivi. Ricordano i giudici contabili che il rilancio della spesa in conto capitale è stato, nel 2018, un obiettivo prioritario anche in seguito all'emanazione di diverse norme che hanno riguardato i contributi per interventi riferiti alla messa in sicurezza degli edifici pubblici (comma 853 della legge 205/2017) oltre alle specifiche disposizioni, contenute nella legge di bilancio 2018, finalizzate all’incremento degli spazi finanziari per consentire l’utilizzo degli avanzi di amministrazione e delle risorse rinvenienti da indebitamento.
Particolare attenzione va posta all’analitica determinazione della fonte di finanziamento del fondo in modo da isolare le risorse provenienti da debito, poiché tale entrata non è rilevante per il rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
Altro elemento messo sotto osservazione dalla sezione è la verifica di congruità del fondo crediti di dubbia esigibilità, sia in sede di previsione che in occasione delle variazioni e dell'assestamento generale di bilancio. I revisori dei conti, pertanto, sono chiamati a effettuare un'attenta verifica sulla regolarità del calcolo del fondo nonché sul rispetto della sua percentuale minima di accantonamento sia nel preventivo che in corso di gestione del bilancio.
Altra verifica che i revisori dovranno effettuare è la congruità dello stanziamento degli altri fondi per accantonamenti prudenziali, iscritti nella missione 20 del bilancio. È importante, secondo la Corte, che i revisori controllino la congruità della previsione in bilancio di tali poste per evitare che le stesse non sottraggano più risorse del necessario per la copertura dei rischi cui sono preordinate.

L’applicazione dell'avanzo vincolato e accantonato
L’ultimo punto sul quale si focalizza l’attenzione delle linee guida riguarda la corretta formulazione delle previsioni di bilancio e l'applicazione dell'avanzo di amministrazione. La sezione delle Autonomie, nel richiamare la giurisprudenza della Corte Costituzionale, ribadisce l'orientamento delle sezioni regionali di controllo sulla effettiva possibilità di applicare le quote vincolate, destinate e accantonate del risultato contabile di amministrazione da parte degli enti locali che si trovano in una condizione di sostanziale disavanzo.
Ciò è particolarmente penalizzante se si tiene conto del fatto che la Sezione delle Autonomie nel definire le questioni di principio e di interpretazione delle norme esercita una funzione nomofilattica e, quindi, di orientamento cui le sezioni regionali di controllo devono attenersi nell'attività di controllo e nell'esercizio della funzione collaborativa. Ribadendo quanto già affermato nei mesi scorsi dalle Sezioni Territoriali si afferma che la copertura delle spese per rispondere ai canoni dell'articolo 81 della Costituzione (sentenza Corte Costituzionale n. 89/2017) deve essere credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o irrazionale.
Ciò significa, secondo i magistrati contabili, che in caso di disavanzo permangono i vincoli per cui l'ente è tenuto a ottemperare (a tali vincoli) attraverso il reperimento delle risorse necessarie per finanziare le finalità cui erano dirette le stesse entrate, poi rifluite nel risultato di amministrazione incapiente o negativo.
Già le sezioni regionali di controllo del Piemonte (delibera n. 134/2017), della Liguria (n. 103/2018) e della Campania (n. 249/2017 e 127/2018) nonché le sezioni riunite (sentenza n. 24/2018) hanno condiviso, nell'ultimo anno, tale orientamento ermeneutico, in coerenza con i principi informatori del nuovo sistema contabile e con quelli della giurisprudenza costituzionale (sentenze n. 70 e n. 192/2017), tanto da meritare un apposito esame da parte della commissione Arconet (verbale della seduta dell’11 aprile 2018), che ha ritenuto necessario un intervento legislativo volto a ovviare alle conseguenze di una tale rigorosa ricostruzione interpretativa.
Con il disegno di legge di bilancio del 2019, però, sembrerebbe confermato l’impianto interpretativo che si è consolidato con queste pronunce. Ciò renderà per molti enti impossibile applicare le quote vincolate e accantonate nel risultato di amministrazione con il rischio di incentivare quei comportamenti opportunistici o di comodo, che proprio le nuove regole contabili volevano superare definitivamente.


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