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Esercizio provvisorio in arrivo

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Numerosi enti locali non approveranno il bilancio di previsione entro la fine dell’anno, usufruendo della proroga del termine al 28 febbraio disposta dal decreto ministeriale del 7 ndicembre 2018 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 dicembre 2018 n. 292). Dall'inizio del prossimo anno, pertanto, si troveranno pertanto a operare in esercizio provvisorio. Ripercorriamone brevemente le caratteristiche essenziali.

L’autorizzazione
L’esercizio provvisorio, in base all’articolo 151 del Dlgs 267/2000, non va deliberato dall’ente, ma è autorizzato direttamente dal decreto ministeriale di proroga dei termini. Nel corso dell’esercizio provvisorio la spesa dell’ente è vincolata al rispetto del limite dei dodicesimi.

I limiti alle spese
Prima dell'approvazione del bilancio, l'ente può assumere impegni di spesa corrente nel limite mensile di un dodicesimo della spesa prevista per ogni programma nel secondo anno del bilancio dell'anno precedente. Per il calcolo del limite occorre detrarre dalle somme previste quelle già impegnate e l'importo accantonato al fondo pluriennale vincolato. Il limite è mensile ed è possibile riportare la quota non utilizzata nel mese successivo.
Non è soggetta a tale limite la spesa già impegnata, in quanto corrispondente a obbligazioni giuridicamente perfezionate imputate all'esercizio di esigibilità. In esercizio provvisorio è possibile anche impegnare le spese correlate, le partite di giro e le spese per lavori o altri interventi di somma urgenza. Il limite dei dodicesimi non vale per le spese tassativamente regolate dalla legge, come per esempio quelle tributarie, per quelle non suscettibili di frazionamento in dodicesimi (si pensi alle polizze assicurative) e per quelle a carattere continuativo necessarie per garantire il mantenimento del livello qualitativo e quantitativo dei servizi esistenti, impegnate a seguito della scadenza dei relativi contratti.
Il controllo sul rispetto del limite dei dodicesimi è affidato anche al tesoriere, al quale deve essere trasmesso, oltre all'elenco dei residui presunti al 1° gennaio dell'esercizio cui si riferisce l'esercizio provvisorio, l'importo degli stanziamenti di competenza dell'esercizio dell'ultimo bilancio di previsione approvato (secondo esercizio), con l'indicazione della quota di stanziamento riguardante spese già impegnate e quella relativa al fondo pluriennale vincolato. A tal fine è importante che l'elenco dei residui presunti venga aggiornato dopo l'inizio dell'esercizio e dopo il riaccertamento dei residui, per evitare che sia bloccato il pagamento dei conseguenti mandati.

Variazioni al bilancio
Nel corso dell'esercizio provvisorio è possibile anche apportare delle variazioni al bilancio pur se non approvato. Per garantire la prosecuzione o l'avvio di attività soggette a termini o scadenza, il cui mancato svolgimento determinerebbe danno per l'ente, è consentito l'utilizzo delle quote vincolate o accantonate dell'avanzo di amministrazione in base a una relazione documentata del dirigente competente. La variazione è approvata con delibera della giunta comunale, previo parere dell'organo di revisione. Preliminarmente la giunta deve approvare il prospetto aggiornato del risultato di amministrazione presunto. Se da tale prospetto dovesse risultare un disavanzo di amministrazione, cessa l'esercizio provvisorio e l'ente opera in gestione provvisoria. Inoltre lo stesso deve procedere quanto prima all'approvazione del bilancio, per consentire la copertura del disavanzo secondo le regole ordinarie.
In esercizio provvisorio è possibile variare il bilancio in seguito all'esito del riaccertamento ordinario dei residui e sulla base del pre-consuntivo dell’anno precedente, per variare la colonna “impegni già assunti”. In caso di variazione devono essere compilati i prospetti per il tesoriere, specifici per le variazioni in esercizio provvisorio.

Il fondo di riserva
In esercizio provvisorio possono essere effettuati anche prelevamenti dal fondo di riserva, esclusivamente però per fronteggiare obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi, da obblighi tassativamente previsti dalla legge e per garantire la prosecuzione o l’avvio di attività soggette a termini o scadenza, il cui mancato svolgimento determinerebbe danno per l'ente. Il limite massimo dell’accantonamento al fondo disposto al momento dell’approvazione del bilancio deve essere ridotto della quota già utilizzata in esercizio provvisorio.

Indebitamento e spese in conto capitale
Nel corso dell’esercizio provvisorio non è possibile ricorrere all’indebitamento, rammentando che in base all’articolo 203 del Dlgs 267/2000 è possibile contrarre mutui, tra l’altro, solo dopo l’avvenuta deliberazione del bilancio di previsione nel quale sono iscritti i relativi stanziamenti. Peraltro l’attivazione delle spese in conto capitale in esercizio provvisorio è limitata ai casi di lavori o interventi di somma urgenza, oltre che, come di consueto, dall’accertamento delle relative fonti di finanziamento (diverse dall’indebitamento).

Il piano esecutivo di gestione
In esercizio provvisorio la gestione del bilancio avviene negli enti locali tramite il piano esecutivo di gestione, facendo riferimento agli stanziamenti del secondo anno indicati in quello approvato nell’anno precedente.
Tale strumento può subire delle modificazioni, sempre compensative, tra macroaggregati dello stesso programma o tra capitoli dello stesso macroaggregato, per quanto attiene alle spese, e tra categorie della stessa tipologia o tra capitoli della stessa categoria, per le entrate. Inoltre, è possibile istituire, con delibera della giunta, categorie a zero in precedenza non previste o, con delibera consiliare, tipologie a zero, altrettanto non previste. Resta fermo che l’accertamento delle entrate può effettuarsi per qualsiasi importo e anche oltre gli stanziamenti previsti, non avendo questi carattere autorizzatorio.
È possibile anche variare gli stanziamenti del Peg riguardanti l’esercizio successivo, se necessario per consentire la corretta applicazione del principio della competenza potenziata nel corso dell’esercizio provvisorio, nei casi in cui i principi contabili consentono l’assunzione di impegni esigibili nell’esercizio successivo.

(*) Vicepresidente e docente Anutel


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