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Ragioneri e revisori, analisi e proposte condivise

di Rosa Ricciardi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Durante l’ultima assemblea nazionale dell’Anci, il 24 ottobre scorso a Rimini, le associazioni dei ragionieri che rappresentano il 60% degli operatori dei nostri enti locali e l’Ancrel hanno presentato un documento, il «Manifesto dei ragionieri dei revisori», approvato e sottoscritto all’unanimità, per sensibilizzare Sindaci, Governo e Parlamento sulla necessità di modificare l’attuale organizzazione degli uffici e servizi delle amministrazioni locali.

Il tuel
Il Dlgs 267/2000 aveva incentrato sul servizio finanziario tutti gli aspetti della gestione che avevano un valore contabile, lasciando agli altri responsabili dei servizi solo gli aspetti tecnici del loro operato e al segretario comunale compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell'ente da un lato e di coordinamento e di supervisione delle funzioni dei dirigenti dall'altro.
L'evoluzione della normativa ha superato la visione efficientistica del buon andamento, sintetizzata dall'efficacia - efficienza - economicità della gestione, e l’operato della pubblica amministrazione deve rispettare i principi costituzionali dell’equilibrio di bilancio, inteso come «bene pubblico» e quello di sostenibilità del debito pubblico. Questa è una modifica sostanziale dei ruoli e dei compiti dei soggetti preposti alla direzione dell’ente locale, chiamati a minore attività gestionale e a maggiori compiti di «garanzia»
Le modifiche introdotte dal Dlgs 118/2011 hanno rinforzato il ruolo del responsabile del servizio finanziario come garante del mantenimento dell’equilibrio di bilancio dell’ente locale, articolo 147 frl tuel, e gli hanno assegnato nuovi compiti di coordinamento e supervisione della documentazione contabile prodotta dagli altri responsabili della gestione.

Più compiti per i revisori
Nello stesso tempo anche il revisore contabile ha dovuto strutturare la sua attività di vigilanza e controllo in modo da poter esaminare tutte le aree della gestione e l'operato dei singoli responsabili, per garantire la legittimità contabile dell'ente locale.
E così ha dovuto constatare che questa nuova suddivisione di compiti e dei flussi di informazioni tra servizio finanziario e altri uffici e servizi non si è realizzata in maniera accettabile nella maggioranza degli enti locali, neanche in quelli di dimensioni medio e grandi, perché c'è un malinteso di fondo difficile da scardinare: tutto quello che comporta la registrazione anche solo di 1 euro è compito del responsabile del servizio finanziario!!!
Il risultato è che in molti casi gli altri responsabili della gestione non intendono assumere in proprio, come prescritto dal Peg, la gestione delle proprie entrate e spese. La responsabilità delle tante comunicazioni relative a bilanci, questionari, certificazioni, monitoraggi e altro, che l'ente deve fare a enti/istituzioni esterni all'ente locale, sono prevalentemente in capo al responsabile del servizio finanziario, che per evitare sanzioni si assume la responsabilità di supplire ai colleghi. Un esempio fra tanti: la programmazione triennale ha tempi ben definiti e molte volte il ragioniere è costretto a «integrare» le mancate indicazioni della giunta e degli altri uffici.
Il carico di lavoro per i ragionieri è aumentato tanto da diventare insostenibile e i revisori hanno assistito impotenti al cambio di ufficio di molti ragionieri e al pensionamento di un buon numero di loro senza che abbiano avuto la possibilità di effettuare le consegne a colleghi (nei Comuni sotto i 3mila abitanti il ragioniere è solo) o ai nuovi assunti.

Mancano i ragioneri
Nel caso dell’arrivo di vincitori di concorso al servizio finanziario, i revisori hanno anche dovuto prendere atto, molte volte, dell’assenza di professionalità ragioneristiche, perché i concorsi non sono strutturati per garantire competenze adeguate e idoneità.
Da anni l’Agenzia delle Entrate struttura i propri concorsi per fasi, in modo che, tra la prova scritta e quella orale, il tirocinio retribuito teorico-pratico possa permettere di verificare nelle concrete situazioni di lavoro le capacità e conoscenze pratiche del candidato; perché non utilizzare questa modalità per individuare chi può assumere il ruolo di responsabile del servizio finanziario e garantire da subito funzionalità agli enti locali?
Con la sottoscrizione del Manifesto l’Ancrel cintende affiancare i responsabili dei servizi finanziari e rquelli della gestione per migliorare la situazione attuale, ormai insostenibile, per dare il proprio contributo, ciascuno nel suo ruolo, alla qualità dell'intero sistema, perché ritiene che lo sviluppo delle professionalità sia un obiettivo comune da perseguire, in modo particolare nei servizi finanziari.

Tornino i segretari «forti»
A questo punto è evidente che anche il segretario comunale deve riprendere in mano con forza, al di là dei tentativi di ridurlo a semplice notaio, il coordinamento e la supervisione delle funzioni dei dirigenti e responsabili per ridefinire, con regolamento da applicare nel concreto dell'attività di ogni giorno, l'organizzazione dei flussi documentali e informativi tra le diverse aree.
Il momento è favorevole, perché c'è un cambio generazionale e si possono vincere le resistenze al cambiamento, che hanno creato solo ritardi all'aumento della produttività nella pubblica amministrazione.
Solo così sarà rispettato il nuovo ruolo del responsabile del servizio finanziario e gli altri responsabili potranno rispondere di tutti gli aspetti dell'attività del loro settore, anche di quella legata all'accertamento delle entrate, all'impegno della spesa e ai cronoprogrammi di attività, che soprattutto nell'area dei lavori pubblici devono ancora migliorare nella trasparenza dei tempi previsti per la realizzazione delle opere.

(*) Vicepresidente Ancrel


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