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Sindaci delle aziende sanitarie, qualifica professionale specifica sui controlli

di Gian Luigi Sfondrini (*) - Rubrica a cura di Ancrel

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L’attività dal collegio sindacale negli enti del Servizio sanitario nazionale, a fronte delle tematiche da affrontare e delle rilevanti specificità normative introdotte nel percorso riformistico degli ultimi anni, richiede ai componenti il possesso di particolari esperienze e professionalità.
Il Mef e il ministero della Salute hanno emanato la circolare del 13 dicembre 2018 n. 35 «Vademecum per le attività di controllo e vigilanza del collegio sindacale negli enti del Servizio sanitario nazionale», volta a definire un modello operativo condiviso per orientare e incentivare azioni comuni da parte dei membri nell’esercitare le attività di controllo.
Il documento si prefigge di fornire gli strumenti operativi necessari ai collegi quale primo elaborato dedicato a un’area singola della pubblica amministrazione, affrontando tematiche tipiche della categoria istituzionale.
La precedente circolare n. 20/2017 Rgs aveva affrontato la materia della revisione amministrativo-contabile nella «trasversalità» delle Pa, mentre la circolare 35/2018 è il primo elaborato dedicato a una specifica area e a un settore molto problematico.

Il vademecum
La circolare «vademecum» tratta opportunamente l'evoluzione normativa che ha caratterizzato il sistema sanitario nazionale a partire dal 1992, per concludersi con le modifiche del Titolo V, parte II, della Costituzione, con cui si è ridefinito l'assetto delle competenze in capo ai diversi livelli di governo, Stato e Regioni, in materia di sanità pubblica.
Si è quindi passati da un sistema di natura centralista che traeva origine dalla prima riforma (leggfe 833/1978) a un sistema nel quale le Regioni assumono responsabilità gestionali e di programmazione, organizzative e finanziarie, per raggiungere gli obiettivi fissati dal livello centrale. In questo quadro di riferimento si colloca il processo di aziendalizzazione della sanità (Dlgs 502/1992 e 229/1999), che ha determinato la costituzione delle As, assimilabili in parte alle aziende private.
In questo contesto amministrativo ed economico il collegio sindacale ha assunto un ruolo significativo in quanto chiamato a svolgere un compito più ampio rispetto alle precedenti attività (si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 26 gennaio 2018), volto a verificare l'amministrazione dell'azienda anche sotto il profilo economico e gestionale e non solo di revisione amministrativa e contabile.
Da qui nasce l'esigenza di individuare componenti dell'organo di controllo interno alle aziende sanitarie dotati di particolari professionalità , come evidenziato anche nella relazione della Corte dei conti e successivamente ripresa dall’articolo 1, comma 575, della legge 190/2014, che prevede l'emanazione di un decreto del ministero della Salute di definizione dei requisiti specifici per le nomine dei collegi sindacali delle aziende sanitarie, per assicurare i necessari standard di qualificazione professionale di ogni singolo componente.

(*) Presidente Ancrel Genova


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