Home  › Fisco e contabilità

Salvaguardia degli equilibri di bilancio e assestamento generale

di Pierluigi Ropolo (*) - Rubrica a cura di Ancrel

I servizi finanziari dei Comuni, delle Unioni, delle Province e delle Città metropolitane hanno appena finito di assorbire l'ultima ondata di quello che il compianto Claudio Mazzella, molti anni fa, definì per primo il «diluvio» delle norme, che più di recente, nell'evoluzione della semantica, è stato definito il «delirio» delle norme, ed è già ora di affrontare una nuova scalata.

I responsabili dei servizi finanziari, ci si augura non da soli all'interno delle Amministrazioni!, e conseguentemente i revisori dei conti, sono alle prese, insieme con l'aggiornamento dei documenti unici di programmazione, più o meno semplificati, con l'assestamento generale di bilancio e con la correlata verifica sugli equilibri di bilancio disciplinati, rispettivamente, dagli articoli 175, comma 8, e 193 del Testo unico degli enti locali. Il tutto entro il prossimo 31 luglio 2019.

È subito da ricordare che la mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio (articolo 193, comma 4) è equiparata a ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio di previsione secondo l'articolo 141 del Tuel, con applicazione della procedura prevista dal comma 2 dello stesso articolo, e quindi con la nomina dei commissari ad acta e con il progressivo scioglimento dell'organo consigliare.
La finalità dell'adempimento è orientata ad attestare:
• il rispetto del principio del pareggio di bilancio;
­• il rispetto di tutti gli equilibri cui il bilancio è sottoposto;
­• ­la congruità della quantificazione del fondo crediti di dubbia esigibilità rispetto sia alla normativa vigente sia all'andamento delle entrate soggette a svalutazione;
­• la congruità del fondo rischi passività potenziali e dell'accantonamento per perdite di organismi partecipati;
­• la progressiva regolarizzazione delle discordanze nei rapporti di credito/debito con le società partecipate e con gli enti strumentali, regolarizzazione da concludere entro il 31 dicembre 2019.

Nel caso di accertamento negativo, gli enti devono adottare i provvedimenti necessari per il ripristino del rispetto della normativa. In particolare devono adottare:
•­ le misure necessarie al ripristino del pareggio, qualora i dati della gestione finanziaria facciano prevedere un disavanzo, di gestione o di amministrazione, per squilibrio della gestione di competenza, della gestione dei residui ed anche, in virtù del nuovo bilancio armonizzato, della gestione di cassa;
•­ i provvedimenti di ripiano di eventuali debiti fuori bilancio di cui all'articolo 194 del Tuel;
•­ l'adeguamento del fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione, nel caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui e della competenza, o iscritto nel bilancio di previsione, in relazione a eventuali variazioni di bilancio che si rendessero necessarie;
• le misure per integrare il fondo rischi passività potenziali e l'accantonamento per perdite di organismi partecipati.

Partendo da questi presupposti normativi, compete dunque all'organo di revisione di richiedere e di analizzare, oltre alla proposta di deliberazione, almeno i seguenti documenti:
­• la relazione dei responsabili di settore sull'andamento delle entrate;
•­ la dichiarazione di insussistenza dei debiti fuori bilancio rilasciata dai responsabili dei servizi o di esistenza di debiti con proposta di riconoscimento e finanziamento;
­• la dichiarazione dei responsabili dei servizi e del responsabile del servizio finanziario attestante che non si profilano variazioni sostanziali nella consistenza dei residui attivi e passivi, rispetto alle determinazioni effettuate all'atto dell'approvazione del rendiconto;
•­ la dimostrazione che il fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione sia ancora adeguato in caso di gravi squilibri riguardanti la gestione dei residui ed anche la gestione di competenza;
­• il prospetto dimostrativo aggiornato del rispetto del contenimento delle spese di personale.

Per il ripristino dell'equilibrio l'ente deve utilizzare mezzi ordinari di bilancio, ma, in caso di assenza o di insufficienza, può essere utilizzata (articolo 187 del Tuel), una quota libera dell'avanzo di amministrazione accertato con l'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente. Lo stesso può essere utilizzato per finanziare il riconoscimento di debiti fuori bilancio.

Nell'area riservata del sito www.ancrel.it è disponibile lo schema aggiornato di parere dell'organo di revisione.

(*) Presidente Ancrel Torino


© RIPRODUZIONE RISERVATA