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Collaborazione dei Comuni sull'accertamento dei tributi a rischio con la riduzione della percentuale

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

La quota dei tributi statali riconosciuta ai Comuni per la partecipazione all'attività di recupero dell'evasione tributaria erariale e contributiva si ridurrà dal 100% al 50% alla fine del 2019, in mancanza di nuove proroghe. Penalizzando così gli enti che si organizzati in questi anni per lo svolgimento di tale attività e disincentivando la partecipazione di altri Comuni.

La partecipazione al recupero dei tributi erariali
Il Dl 203/2005 ha introdotto un quota incentivante delle somme riscosse a titolo definitivo in favore dei Comuni che, nell'ordinario contesto operativo di svolgimento delle proprie attività istituzionali, contribuiscono all'accertamento fiscale dei tributi erariali e a quello contributivo.
Tale quota venne inizialmente fissata al 30%, elevata al 33% (articolo 18, comma 5, Dl 78/2010) e quindi portata a regime al 50% (articolo 2, comma 10, Dlgs 23/2011). Successivamente la quota è stata fissata al 100% a decorrere dal 2012, fino ad arrivare, per effetto di una serie di proroghe, al 2019 (da ultimo con l'articolo 4, comma 8-bis, Dl 193/2016).
La quota viene determinata sulla base delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonchè delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, in seguito all'intervento del Comune che abbia contribuito all'accertamento. Tale quota viene commisurata altresì sulle somme riscosse a titolo provvisorio, salvo poi l'eventuale recupero (articolo 4, Dlgs 23/2011).
La partecipazione dei Comuni si realizza mediante l'inoltro all'Agenzia delle Entrate o alla Guardia di finanza (o all' Inps) di segnalazioni qualificate, vale a dire «posizioni soggettive in relazione alle quali sono rilevati e segnalati atti, fatti e negozi che evidenziano, senza ulteriori elaborazioni logiche, comportamenti evasivi ed elusivi».
Gli ambiti di collaborazione e le principali tipologie di segnalazioni qualificate sono puntualmente individuate dai provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate del 3 dicembre 2007 e del 29 maggio 2012 (commercio e professioni, urbanistica e territorio, proprietà edilizie e patrimonio immobiliare, segnalazione residenze fiscali all'estero, beni indicanti capacità contributiva, a cui si aggiunge l'evasione contributiva).

L'andamento della partecipazione dei Comuni
La partecipazione dei Comuni è avvenuta tuttavia con una certa difficoltà, soprattutto a causa della scarsità di risorse umane impiegabili nelle attività di recupero dell'evasione, che già rende difficoltoso svolgere la normale attività di accertamento dei tributi comunali. Tuttavia, pur in questo panorama, non sono mancati esempi virtuosi di enti in grado di assicurare una importante collaborazione. Ottenendo in tal modo, seppure in casi non molto frequenti, l'assegnazione di risorse in grado di ricompensare gli sforzi e di dare ossigeno in alcuni casi agli spesso asfittici conti comunali.
Nel periodo 2009-2017 sono state inviate oltre 96mila segnalazioni qualificate, che hanno portato all'emissione di oltre 17mila avvisi di accertamenti, grazie alla collaborazione di oltre mille comuni (nell'intero periodo), prevalentemente concentrati in Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana, Liguria, Piemonte e Veneto, per un totale di circa 70 milioni di euro riscossi. La maggior parte delle segnalazioni ha riguardato il settore edilizio e proprietà immobiliari e dei beni indicanti capacità contributiva.
Recentemente sono stati assegnati, con riferimento al 2018 (comunicato del 12 agosto 2019), circa 11,4 milioni in favore dei Comuni, in calo rispetto alle annualità precedente (con un numero di enti coinvolti di circa 440).

La riduzione della percentuale
L'annunciata riduzione della percentuale di partecipazione dal 100% al 50%,tuttavia, rischia di disincentivare ulteriormente la partecipazione dei Comuni, proprio ora che una nuova spinta potrebbe derivare dalla possibilità di incentivare i dipendenti con il nuovo fondo introdotto dal comma 1091 della legge 145/2018. Per questo si ritiene opportuno il prolungamento della vigenza della percentuale del 100%, fissandola magari a regime.
Inoltre, sarebbe necessario estendere l'incentivo anche all'ipotesi in cui in seguito alla segnalazione del Comune non si giunga all'emissione dell'avviso di accertamento, ma il contraddittorio tra l'Agenzia e il contribuente si concluda in via preventiva, per esempio ricorrendo al ravvedimento.

(*) Vice presidente e docente Anutel


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