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A Bolzano Ancrel Südtirol-Trentino fa il punto sul monitoraggio dinamico degli equilibri di bilancio

di Andrea Gröbner (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Durante il convegno dello scorso 16 ottobre che si è realizzato ancora una volta grazie al sostegno del sistema Raiffeisen alla categoria dei revisori di enti locali, si è ricordato quanto sia stato lungo e tortuoso il percorso di sostituzione del patto di stabilità interno e delle regole del doppio binario per arrivare finalmente alla sostanziale coincidenza del saldo contabile rispetto alle regole contabili armonizzate introdotte dal Dlgs 118/2011. Un percorso che ha interessato dapprima la legge di stabilità 2015, poi la legge di stabilità 2016 con l'allargamento anche ai Comuni, del rispetto di un unico saldo di equilibrio per poi interessare la legge 164/2016 e consolidarsi definitivamente con la legge di bilancio 2017.
Se, da una parte, il comparto delle amministrazioni locali ha subito le sorti di un indirizzo legislativo sperimentale e per certi versi, anche schizofrenico, durante il convegno moderato dal presidente regionale e consigliere di Ancrel nazionale, Andrea Gröbner, è stato commentato positivamente come il nuovo saldo di equilibrio in conto competenza, risulti essere una misura esemplificatrice rispetto ai quattro diversi saldi di equilibrio precedentemente previsti dall'articolo 9 della legge 243/2012.
Infatti, la regola del saldo non negativo di competenza e cioè il garantire un equilibrio, o meglio ancora, il raggiungimento di un saldo positivo tra spese ed entrate finali di competenza come previsto dall'allegato 10 del decreto legislativo 118/2011 modificato dal Dm 1 agosto 2019, ha le indubbie caratteristiche virtuose di preservare l'ente dall'incorrere in uno dei peggiori squilibri strutturali di cui la finanza pubblica abbia sofferto negli ultimi decenni, tanto è vero che questo indicatore, godeva da sempre di stabile dimora nella letteratura sull'analisi finanziaria degli enti locali.

L'organo di revisione
Il relatore e consigliere del direttivo di Ancrel nazionale, Guido Mazzoni, ha enfatizzato il ruolo dell'organo di revisione degli enti territoriali richiamando l'articolo 239 del Tuel che prevede in primis, una funzione di collaborazione con l'amministrazione. Quindi, nonostante la logica di controllo successivo che permea l'attività del revisore, per assicurare l'interesse pubblico è comunque ineludibile l'assunzione da parte del revisore di una logica di verifica dinamica dell'equilibrio fondamentale di bilancio nel corso dell'esercizio finanziario e non solo al termine dello stesso. Così facendo, tra le altre cose, il revisore ha modo di valutare il buon funzionamento dei presidi fondamentali costituiti dal sistema dei controlli interni del singolo ente locale che, come previsto dall'articolo 147 del Tuel, deve garantire non solo il mantenimento degli equilibri finanziari della gestione di competenza, ma anche della gestione di cassa e dei residui.
Un'altra importante raccomandazione alla categoria dei revisori, è quella di assumere addirittura una visione prospettica nel possibile evolversi degli equilibri di competenza e di cassa, piuttosto che la gestione degli avanzi e questo in quanto, l'eventuale acuirsi di debolezze strutturali, può portare gradualmente a crescenti difficoltà finanziarie se non disgraziatamente, al dissesto dell'ente.

Controllo provinciale e sistema di finanziamento
Come puntualizzato dal relatore Karl Elsler, segretario comunale e studioso in materia di ordinamento locale, in base all'articolo 78 dello statuto di autonomia in questo caso sono le Province autonoma di Trento e Bolzano a vigilare in primis e direttamente sul rispetto degli equilibri da parte di tutti i Comuni e degli enti soggetti al proprio controllo, avendo così compiti di coordinamento della finanza pubblica sconosciuti alle altre Provincie e Regioni a statuto ordinario.
Il particolare sistema di funzionamento e di finanziamento delle Province autonome di Bolzano e Trento e a cascata dei loro relativi Comuni, si basa su un accordo sulla finanza locale che a sua volta regola annualmente le assegnazioni correnti e i contributi perequativi e quindi la distribuzione dei finanziamenti e la ripartizione degli stessi tra i singoli Comuni, in coerenza con il bilancio provinciale triennale e con gli obiettivi di sistema, di volta in volta definiti dalla programmazione locale.
I mezzi finanziari del fondo ordinario sono utilizzati dai Comuni per la copertura delle spese correnti con una modalità di trasferimento sulla base di parametri che tengono conto del fabbisogno finanziario teorico e della capacità dei comuni di generare entrate sfruttando la leva dell'imposizione immobiliare cosiddetta Imi, le addizionali, le entrate derivanti dai beni comunali piuttosto che le entrate dalla produzione e distribuzione di energia elettrica.
Nell'ambito degli investimenti, il finanziamento dei Comuni è stato radicalmente riformato nel 2016 con l'introduzione del fondo investimenti.
Si è osservato come il sistema di finanziamento e di controllo di queste Provincie autonome, soffra sicuramente di qualche complessità applicativa ma permette all'ente sovraordinato (la Provincia autonoma) di svolgere un più incisivo controllo sulle modalità secondo le quali i Comuni gestiscono non solo la spesa corrente, ma anche e soprattutto la spesa in conto capitale in coerenza con le politiche locali di sviluppo del territorio attraverso la messa a disposizione di un budget decennale per investimenti.

(*) Presidente Ancrel Südtirol Trentino


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