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Indipendenza e professionalità dei revisori, due pilastri da cui non si può prescindere

di Marco Castellani (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Sono passati pochi giorni dal parere positivo del Consiglio di Stato sullo schema di regolamento modificativo del decreto che riforma l'elenco e le modalità di scelta dei revisori dei conti negli enti locali predisposto dal ministero dell'Interno.
Le modifiche introdotte, che abbiamo commentato più volte, nascono da un percorso condiviso nell'ambito dell'Osservatorio sulla finanza locale dello stesso ministero e vanno tutte nella direzione di consolidare i requisiti di indipendenza e professionalità dell'organo di revisione, in estrema sintesi:
1) Innalzamento requisiti per prima fascia;
2) Creazione quarta fascia per Comuni con più di 50mila abitanti;
3) Test nazionale organizzato direttamente dal ministero;
4) Modifiche all'algoritmo di estrazione per rafforzare le probabilità di estrazione di coloro che non sono mai stati estratti o che non hanno incarichi al momento dell'estrazione.

Un punto di partenza
Consideriamo queste novità solo un punto di partenza di un percorso volto a rafforzare il sistema affinché lo stesso possa essere esteso anche ad altre fattispecie.
Per esempio, nel testo del regolamento di cui al Dm del 15 febbraio 2012 n. 23, coordinato con le modifiche proposte e vagliate dal Consiglio di Stato, all'articolo 4, comma 7, è previsto che il sistema di estrazione a sorte dall'elenco dei revisori degli enti locali possa essere utilizzato anche, a seguito di richiesta alla Prefettura di competenza, da parte degli enti e/o organismi partecipati o controllati dagli enti locali, per la scelta dell'organo di revisione contabile.

Un'altra proposta di Ancrel
Un'altra proposta di Ancrel, in prospettiva, consiste nel prevedere che all'interno del Collegio un posto sia riservato ad un revisore di prima nomina affinchè possa maturare la dovuta esperienza. Purtroppo, di segnale completamente opposto, sono le ipotesi di modifica al Tuel inserite nella proposta di legge n. 1356 avente per oggetto «Modifiche al testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267, e altre disposizioni in materia di status e funzioni degli amministratori locali, di semplificazione dell'attività amministrativa e di finanza locale» ora in discussione presso la V° Commissione «Bilancio Tesoro e Programmazione» della Camera dei Deputati.
In particolare, l'articolo 13 prevede:
a) la creazione dell'elenco dei candidati revisori su base provinciale;
b) l'elezione diretta del presidente da parte del Consiglio comunale (nel caso di organi collegiali);
c) la conferma del collegio per un eventuale secondo mandato.

L'ambito territoriale di riferimento
Per quanto riguarda l'ambito territoriale di riferimento, si ricorda che nell'impianto attuale il revisore, al momento dell'iscrizione annuale, può già scegliere liberamente le Province ove desidera essere sorteggiato e valutare se accettare o meno l'incarico, nel contempo, le spese di trasferta hanno già un tetto massimo stabilito dalla norma.
Si ritiene molto grave la sottrazione al regime dell'estrazione del presidente del collegio con scelta discrezionale da parte dell'organo consiliare. Si tratta di una consistente riduzione dell'indispensabile garanzia di terzietà dell'organo di revisione. Inoltre, la scelta del presidente, per l'importanza del ruolo, non può prescindere da parametri oggettivi che misurino l'esperienza e la competenza del revisore.
Infine, si ritiene che la possibilità del doppio mandato senza passare da un nuovo sorteggio sia una limitazione alla turnazione degli incarichi. Sul punto è preferibile lavorare per eliminare l'ostracismo a vita previsto dall'attuale articolo 235, comma 1, del Tuel come proposto dall'atto di indirizzo dell'Osservatorio del Ministero dell'interno del 24 gennaio 2019. Sono proposte che segnano un ritorno al passato e non vanno nella direzione auspicata da Ancrel.
Più in generale, ci auguriamo che il legislatore, rispetto ad un percorso così delicato come la riforma del Tuel, voglia tenere in considerazione o comunque ascoltare le istanze, le proposte e le riflessioni che provengono dalle categorie e dagli operatori del mondo degli enti locali.

(*) Presidente Ancrel


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