Home  › Fisco e contabilità

Un passo avanti per la tesoreria dei Comuni nella conversione del decreto fiscale

di Luciano Benedetti (*) - Rubrica a cura di Anutel

La conversione in legge del Dl 124/2019 regala agli enti locali, fra le numerose positive novità, l'eliminazione degli anacronistici controlli di bilancio da parte del tesoriere. Si tratta in particolare dell'articolo 57, comma 2-quater, che abroga gli articoli 216, commi 1 e 3 e 226, comma 2, lettera a) del Tuel; un vigoroso passo avanti nell'efficienza dei servizi di tesoreria che sarà salutato con soddisfazione sia nel mondo bancario che in quello della pubblica amministrazione. Già il Rd 148/1915 statuiva, in merito ai mandati di pagamento di comuni e province, che «... la somma da pagarsi sia nei limiti del bilancio e ne sia fatta la giusta imputazione, secondo che essa appartiene al conto delle competenze o a quello dei residui, alla relativa categoria e all'articolo che debbono sempre essere indicati nel mandato (...) l'esattore, o il tesoriere, estingue i mandati nei limiti del fondo stanziato in bilancio».

Il rapporto con gli istituti di credito
Con il progredire dei sistemi di controllo, della disciplina contabile e degli strumenti tecnologici, il controllo del tesoriere sui singoli stanziamenti ha via via assunto un carattere meccanicistico e di scarso significato concreto. Nel frattempo, le banche sempre più spesso iniziavano a disertare le gare per i servizi di tesoreria comunale; ed è di inizio 2016 lo studio del Ministero dell'Interno sulle crescenti difficoltà nell'affidamento di questo servizio. I Comuni, operando in un quadro di risorse decrescenti, presentavano nei propri bandi delle condizioni di offerta non più ritenute remunerative dagli istituti di credito. Le banche evidenziavano maggiori costi per la necessità di adottare modalità gestionali sempre più sofisticate, connesse all'aumento dei vincoli legislativi, e rischi crescenti per l'eventualità di mancato rimborso dell'anticipazione di tesoreria in caso di dissesto. Dall'indagine ministeriale è emerso un quadro complessivo di un settore effettivamente in difficoltà, più marcate in alcune classi dimensionali: i Comuni molto piccoli, poco appetibili per il limitato volume finanziario, e quelli molto grandi, al contrario penalizzati dal profilo di maggiore rischiosità. Diversi enti hanno evidenziato altresì il progressivo disimpegno - indotto dalla prolungata congiuntura economica sfavorevole - dalle funzioni di tesoriere comunale di alcune banche locali che in passato avevano svolto importanti ruoli di sostegno del territorio.
A queste conclusioni ci permettiamo di aggiungere due considerazioni: l'estensione del regime di tesoreria unica introdotto dalla legge 720/1984 negli anni della crisi economica, che ha sostanzialmente sottratto del tutto agli istituti di credito la gestione della liquidità; e il fitto tessuto di adempimenti e responsabilità derivante dalle norme del Tuel, con il conseguente impiego di procedure ad alto assorbimento di personale la cui complessità è stata acuita dal Dlgs 118/2011 con la reintroduzione del bilancio di cassa, l'invenzione del Fpv, l'incremento esponenziale del numero di variazioni di bilancio da gestire.

Adempimenti anacronistici
Nel 2017, la rapida implementazione della piattaforma Siope+ per le tesorerie degli enti pubblici è stata agevolata dall'intensa collaborazione di enti locali, tesorieri e software house con le autorità centrali; è in questo periodo che è emersa (anche da parte di chi scrive) la riflessione sulla anacronistica e scarsissima utilità degli adempimenti oggi abrogati.
L'osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali ha lavorato pochi mesi fa su una interessante proposta di riforma delle norme sulla tesoreria del Tuel, senza tuttavia spingersi a prospettare una misura radicale come l'eliminazione parziale degli articoli 216 e 226 che adesso è intervenuta. Va detto, in proposito, che il nuovo assetto non vanifica affatto le altre prescrizioni del Tuel su ruolo, funzioni e responsabilità del tesoriere, compresa la sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei conti come agente contabile.
Attraverso la contabilità «armonizzata» dell'Ente, la piattaforma Siope+, la Bdap e magari l'ancora poco funzionale Pcc il controllo analitico sulla correttezza e legittimità della movimentazione di tesoreria è infatti facilmente attuabile, in tempi ristretti, dai competenti attori interni ed esterni all'ente; in senso più lato, ciò è possibile anche all'intera collettività, mediante i portali open data e i siti web istituzionali degli enti. In questo senso, l'ultrasecolare controllo degli stanziamenti del Tesoriere aggiunge ormai poco o nulla in termini qualitativi. Nel contesto di autonomia sempre più ampia costituzionalmente attribuita agli enti locali, questi devono trovare al loro interno i naturali presidi procedurali della correttezza dell'azione amministrativa.

Le previsioni della legge di Bilancio
Per quanto riguarda le prossime gare per la tesoreria dei Comuni, è da auspicare che questa positiva misura torni a favorire l'interesse degli istituti di credito alla partecipazione. Va tuttavia considerato con un pò di preoccupazione che il disegno di legge di bilancio 2020 prevede il prolungamento triennale dell'anticipazione di tesoreria a cinque dodicesimi delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, riferite ai primi tre titoli di entrata del bilancio, ben oltre quindi i «tradizionali» tre dodicesimi. La base di calcolo negli ultimi anni si è peraltro ampliata con i nuovi principi contabili, dovendo tener conto di poste calcolate per il loro valore nominale, al lordo della quota di difficile esigibilità. Ciò da un lato favorirà gli enti attualmente in difficoltà ma dall'altro, in assenza di qualche norma di maggior tutela del credito - che ogni tesoriere sarà per legge tenuto ad erogare - potrebbe mantenere problematica l'individuazione di istituti di credito disponibili all'assunzione di questo rischio.

(*) Componente consiglio cenerale Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA