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Rebus rateizzazioni per gli enti locali

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Una delle questioni più dibattute legate alla riforma della riscossione degli enti locali, è quella relativa alla nuova disciplina delle rateizzazioni contenuta nei commi 796 e seguenti della legge di bilancio 2020 (legge 160/2019). La norma in questione detta la disciplina delle dilazioni accordabili ai debitori, valida nel caso in cui l'ente non abbia adottato una specifica disciplina regolamentare in materia. In particolare, in base alla legge, il debito può essere rateizzato fino a un massimo di 72 rate mensili, secondo scaglioni differenti in base agli importi, alla condizione però che il debitore versi in condizione di temporanea e obiettiva difficoltà.
La disposizione riguarda qualunque tipo di debito, sia relativo ad entrate tributarie e sia alle entrate patrimoniali (con esclusione delle sanzioni derivanti dalle violazioni delle norme del codice della strada, escluse dall'applicazione delle norme della legge di bilancio come chiarito dal Mef in occasione del recente seminario Telefisco). La condizione di obiettiva e temporanea difficoltà si ha quando il contribuente si trova in una situazione tale da non pregiudicare l'adempimento della prestazione, ma che non gli consente il pagamento in unica soluzione alla scadenza.
Pertanto, a rigore, non potrebbero avere accesso alle rateizzazioni i contribuenti in grave difficoltà, che probabilmente non saranno in grado di adempiere, nei confronti dei quali, invece, sussistendo il fondato pericolo della riscossione, l'ente o il soggetto legittimato alla riscossione forzata, deve procedere con celerità alle azioni esecutive/cautelari, derogando i termini previsti per la consegna del carico, per la sospensione delle azioni esecutive e quelli relativi alla comunicazione di presa in carico delle somme da riscuotere.

Decadenza e proroga
Le rate scadono nell'ultimo giorno di ogni mese ed in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive nell'arco di 6 mesi, previo sollecito, il debitore decade automaticamente dalla rateizzazione ed il debito non può più rateizzarsi, rendendo l'importo immediatamente esigibile. Il contribuente, qualora peggiori la sua situazione, può chiedere una proroga della dilazione, per una sola volta, per un periodo massimo pari a quello ottenuto, fermo restando il limite di 72 mesi (o secondo quanto stabilito dal regolamento dell'ente). La proroga non è più possibile se il contribuente è decaduto dal beneficio.

Interessi
Le somme rateizzate sono soggette al pagamento degli interessi, da calcolarsi solo sul capitale (non quindi sulle sanzioni, sugli interessi, sulle spese e sugli oneri di riscossione), applicando il tasso legale (maggiorato al massimo fino a 2 punti percentuali, con deliberazione regolamentare), con decorrenza dal trentesimo giorno successivo a quello di esecutività dell'atto (che si ricorda interviene scaduto il termine per proporre ricorso, in caso di entrate tributarie, e di 60 giorni dalla notifica nel caso di entrate patrimoniali), fino alla data del pagamento.

Potestà regolamentare
L'ente può però adottare una propria disciplina delle rateizzazioni, potendo intervenire ulteriormente sulla definizione delle condizioni per l'accesso (ad esempio, specificando come viene comprovata la situazione di temporanea difficoltà, l'eventuale necessità di garanzie, eccetera) e sulle modalità della rateizzazione, stabilendo i limiti di importo e il numero massimo delle rate in modo differente da quelli di legge, con l'unico vincolo di prevedere un numero di rate non inferiore a 36 mensili per le somme di importo superiore a € 6.000,01.
La disciplina sopra delineata si applica solo nel caso in cui l'ente non affidi la riscossione delle proprie entrate all'agente della riscossione Agenzia delle entrate riscossione (Ader), tenuto conto che il comma 785 prevede espressamente l'applicazione in questo caso solo delle nuove norme dell'accertamento «esecutivo», contenute nel comma 792. In altri termini, se l'ente affida la riscossione delle entrate ad Ader, la rateizzazione delle somme affidate sarà disciplinata dalle norme ordinarie previste per le somme iscritte a ruolo dall'articolo 19 del Dpr 602/1973. Sempre che l'ente non abbia deciso di non ammettere questa possibilità, secondo quanto previsto dall'articolo 26 del Dlgs 46/1999.
Riassumendo, la rateizzazione delle somme derivanti da accertamenti (o altri atti finalizzati alla riscossione) «esecutivi» dopo l'affidamento del carico, sarà disciplinata dalle norme dei commi 796 e seguenti (o dal regolamento comunale), qualora l'ente provveda in modo autonomo alla riscossione ovvero abbia affidato la stessa ai soggetti indicati nell'articolo 52, comma 5, lettera b, del Dlgs 446/1997 (soggetti iscritti all'albo previsto dall'articolo 53 del Dlgs 446/1997 o altri operatori europei equiparati, società in house, società miste), o al soggetto gestore del servizio rifiuti (per la Tari e la tariffa corrispettiva, articolo 1, comma 691, della legge 147/2013). Se l'ente invece ha affidato la riscossione ad Ader, la rateizzazione della fase successiva all'affidamento è disciplinata dall'articolo 19 del Dpr 602/1973.

Dubbi
Ma quale è la disciplina delle rateizzazioni nella fase precedente all'affidamento del carico ovvero a quella dell'esecutività degli atti? Nella prima ipotesi tra quelle sopra delineate, sembrerebbe potersi ritenere che la disciplina sia rimessa al regolamento comunale emanato ai sensi del comma 797 ovvero delle norme dei commi 796 e seguenti, considerato che il citato comma stabilisce che la rateizzazione è concessa «dall'ente creditore o dal soggetto affidatario». Alla medesima conclusione potrebbe giungersi anche nel secondo caso, proprio per quanto appena sopra detto, e poichè il comma 785 sembrerebbe escludere l'applicazione della norma del comma 796 qualora il carico sia affidato ad Ader (volendosi intendere dal momento del suo affidamento allo stesso). In ogni caso appare opportuno che gli enti, nel disciplinare le rateizzazioni, si attengano ai criteri dettati dai commi 796 e seguenti, in modo da poter rendere applicabile la disciplina regolamentare sia prima dell'affidamento del carico e sia dopo la consegna dello stesso a uno dei soggetti legittimati alla riscossione coattiva diversi da Ader.

(*) Vice Presidente Anutel - Docente Anutel


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