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Ancora un duro colpo per la revisione degli enti locali

di Marco Castellani (*) e Rosa Ricciardi (**) - Rubrica a cura di Ancrel

Se con le novità introdotte dall'articolo 57-ter (legge 157/2019) è stata messa fortemente in discussione l'indipendenza dell'organo di revisione degli enti locali, con la recente approvazione del programma formativo 2020 per la revisione legale (determina Rgs n. 17641/2020) ne è stata disconosciuta la professionalità, tanto che la contabilità degli enti locali (C7bis) non è più compresa tra le materie non caratterizzanti ai fini della formazione obbligatoria per la revisione legale.

In sostanza è stato formalizzato che la revisione legale e la revisione degli enti locali sono due cose diverse, tanto diverse al punto che l'attività svolta negli enti locali non ha nemmeno la dignità per essere considerata una materia non caratterizzante per la revisione legale.
Di conseguenza nel 2020 i revisori dovranno conseguire i 20 crediti formativi obbligatori per la revisione legale (10 nelle materie caratterizzanti e 10 nelle materie non caratterizzanti) ai quali si aggiungeranno i 10 crediti per la revisione degli enti locali senza poter contare sulla considerazione dei 10 crediti degli enti locali come crediti non caratterizzanti.

Se si pensa al percorso dell'armonizzazione contabile che ha introdotto:
• i principi contabili 4/3 e 4/4 che rimandano agli Oic;
• la contabilità economico-patrimoniale mediante un sistema di rilevazione in partita doppia;
• il bilancio consolidato;
e si pensa al grande lavoro svolto dalla Commissione «Revisione dei principi di vigilanza e controllo dell'Organo di revisione degli Enti locali» del Cndcec che nel febbraio 2019 ha prodotto l'aggiornamento dei principi di vigilanza e controllo dell'organo di revisione degli enti locali che tra le diverse novità richiamano i principi di revisione internazionale Isa (per quanto riguarda il sistema di campionamento), davvero non si comprende il significato di questa scelta. Anzi era legittimo aspettarsi l'esatto contrario, con il pieno riconoscimento della contabilità degli enti locali come materia caratterizzante.
Siamo di fronte a una situazione paradossale rispetto alla quale Ancrel esprime un forte disagio e auspica che ci possa essere un ripensamento. In caso contrario si dovrà prendere atto che la revisione degli enti locali è qualcosa di diverso e distante dalla revisione di ambito privatistico.

Sul fronte delle nomine, dopo qualche tempo di impasse, le prefetture, in attesa delle modifiche al regolamento, hanno ripreso con l'estrazione mantenendo la base regionale per le fasce 1 e 2 e per i componenti del collegio della fascia 3. Anche per la nomina del presidente del collegio da parte dei consigli degli enti è stato confermato l'ambito regionale mettendo a disposizione degli enti interessati un elenco su base regionale dei revisori abilitati per la fascia 3.

Ancrel si è battuta e continuerà a battersi contro una norma che segna un ritorno al passato inaccettabile. Nell'ambito dei lavori di conversione del decreto mille proroghe era stato presentato un emendamento (39.042) con il quale si proponeva il rinvio di 12 mesi dell'entrata in vigore delle disposizioni dell'articolo 57-ter. Purtroppo l'emendamento, visto il parere contrario del governo, è stato ritirato.
Un rinvio avrebbe consentito di valutare concretamente gli effetti negativi dell'articolo 57-ter e di tentare di porvi rimedio senza alcun tipo di alibi a cominciare dalla stortura della base provinciale tant'è che i sorteggi proseguono su base regionale.

Tuttavia, salvo sorprese dell'ultima ora, il treno del milleproroghe è stato perso e siamo di fronte, a tutti gli effetti, a una precisa volontà politica. A questo punto se davvero si sostiene che le ragioni delle modifiche ai criteri di nomina sono basate sulla presunta inadeguatezza dei revisori estratti, allora ci aspettiamo che per la scelta del presidente gli enti procedano con avvisi a evidenza pubblica che esplicitino requisiti professionali e curriculari che vadano ben oltre al mero fatto dell'iscrizione alla terza fascia dell'elenco del ministero dell'Interno.
Nel frattempo Ancrel, come stabilito nell'assemblea del 18 gennaio scorso, continuerà la sua battaglia sensibilizzando tutte le istituzioni di riferimento affinché sia pienamente riconosciuta e tutelata l'indipendenza e la professionalità dell'organo di revisione al quale il legislatore da un lato continua ad affidare nuovi compiti e nuove responsabilità e dall'altro ne disconosce l'importanza.

(*) Presidente Ancrel
(**) Vice Presidente Ancrel


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