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Tari, Arera definisce il valore massimo del piano finanziario

di Claudia Merlo (*) - Rubrica a cura di Anutel

La legge 205/2017 attribuisce ad Arera – un'istituzione nata nel 1995, in seguito alla decisione di liberalizzare il settore dell'energia elettrica e quello del gas naturale, con il ruolo di soggetto regolatore dei mercati liberalizzati al fine di assicurarne un assetto concorrenziale - la predisposizione e l'aggiornamento del metodo tariffario per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti e dei singoli servizi che costituiscono attività di gestione, a copertura dei costi di esercizio e di investimento (compresa la remunerazione dei capitali), sulla base della valutazione dei costi efficienti e del principio « chi inquina paga».

L'Autorità, con la deliberazione n. 443/2019, ha approvato il «Metodo Tariffario per il servizio integrato di gestione dei Rifiuti (MTR)», il quale stabilisce un limite massimo ai costi complessivi riconoscibili ai gestori, alla copertura dei quali si deve provvedere attraverso il gettito tariffario. Il metodo impone di redigere il piano economico finanziario inserendo, al posto dei corrispettivi dovuti ai gestori affidatari, i costi operativi e di capitale sostenuti da questi ultimi e desunti dai rispettivi bilanci ai quali vengono poi applicati dei correttivi in base al perseguimento di obiettivi qualitativi. Va chiarito che il nuovo Mtr non si occupa della articolazione tariffaria all'utenza e della suddivisione del gettito tra utenze domestiche e non domestiche; a ciò fa eccezione la riclassificazione dei costi in fissi e variabili, ove questi ultimi hanno comunque un limite di crescita stabilito nel 20%. Inoltre l'articolo 4 del Mtr impone un limite annuale alla crescita tariffaria.

La Tari è una prestazione patrimoniale imposta e, in quanto tale, soggiace alle rigide regole della nostra Carta costituzionale, la quale impone che sia la legge a definirne i tratti essenziali: essa trova quindi la sua disciplina nella legge 147/2013, il cui l'articolo 1, comma 683, stabilisce che il consiglio comunale ne approvi le tariffe in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti urbani, redatto dal soggetto che svolge il servizio stesso ed approvato dal consiglio comunale (o da altra autorità competente, a norma delle leggi vigenti in materia); al comma 654 si prevede che debba essere assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio. La copertura dei costi avviene mediante la ripartizione dei corrispettivi riconosciuti ai gestori del servizio i quali – al fine di essere riconosciuti come «costi efficienti» - non devono eccedere quelli determinati in base al Mtr stabilito dall'Autorità.

Le problematiche che emergono dalla necessità di applicare il nuovo Mtr nella redazione dei piani finanziari sono diverse: la prima riguarda l'individuazione dell'«Ente Territorialmente competente» - cui Arera attribuisce compiti importanti nella gestione, determinazione e approvazione del Pef – che deriva dalle scelte fatte a livello di ogni singola Regione; poi vi è il problema per cui -laddove i costi contrattualizzati con i gestori non fossero "efficienti" - non vi sono strumenti di rinegoziazione dei relativi contratti e - di conseguenza - la norma tributaria che impone la copertura integrale dei costi andrebbe in contrasto con la determinazione di costi efficienti. Infine, i tempi per redazione, validazione e trasmissione dei Pef appaiono stretti, anche in considerazione delle altre, contemporanee e numerose novità che coinvolgono, in questi primi mesi dell'anno, gli uffici delle entrate degli enti locali: infatti, in molte Regioni, nelle more della costituzione degli enti di governo definiti da queste ultime, sono proprio i Comuni con i loro uffici, a essere chiamati ad adempiere quali enti territorialmente competenti.

(*) Docente Anutel


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