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Gli atti e le competenze tributare ai tempi del Coronavirus

di Roberto Lenzu (*) - Rubrica a cura di Anutel

Che la situazione attuale sia di eccezionale gravità da richiedere atti eccezionali da parte dello Stato e più in generale della Pa è chiaro a tutti. Atti eccezionali peraltro soggetti a continue modifiche per far fronte all'aggravarsi della situazione di emergenza sanitaria in essere. È altresì chiaro anche a livello comunale, che, occorre adottare atti che sollevino cittadini e operatori economici da adempimenti e oneri vari, in sinergia con quanto già disposto a livello nazionale. Meno chiaro è talvolta come agire a causa anche della difficoltà di seguire il succedersi repentino delle disposizioni emergenziali statali.
Così in materia di gestione delle proprie entrate, i Comuni si trovano a fare i conti con la necessità, da una parte, di posticipare adempimenti e pagamenti a carico di cittadini e operatori economici e, dall'altra, di preservare per quanto possibile le finanze pubbliche dovendo comunque far fronte alle spese di funzionamento. Scelte e atti da valutare e porre in essere da parte di organi e uffici obbligati a operare con difficoltà e a ranghi ridotti a causa se non del virus dalla necessità di osservare la disciplina emergenziale in vigore.

Ad esempio, con riferimento all'adozione di atti di rinvio delle scadenze, in tempi normali, nessuno o quasi si sarebbe posto il problema dell'organo competente: i più avrebbero optato per il consiglio comunale anche se c'è chi non avrebbe disdegnato di convergere a favore della giunta comunale. Comunque sia, oggi questi organi collegiali risultano di difficile convocabilità fisica a causa delle restrizioni legali in essere o per ragioni sanitarie; spesso è difficile pure convocare questi organi a distanza.
Si pensi alla difficoltà di porre in essere sistemi di teleconferenza al fine di permettere lo svolgersi in sicurezza e con regolarità delle riunioni di detti organi collegiali, ai sensi dell'articolo 73 del Dl 18/2020.

E allora in una simile emergenza sanitaria sono sicuramente riscontrabili condizioni di contingenza e urgenza non affrontabili con i mezzi ordinari rendendo necessario il ricorso ad atti di natura extra ordinem. Quindi volendosi disporre la sospensione o il rinvio delle scadenze dei pagamenti relative per esempio ai mesi di marzo ed aprile dei pagamenti delle entrate comunali tributarie e/o patrimoniali, in assenza di disposizione di legge (si pensi all'imposta sulla pubblicità o alla tosap), la soluzione obbligata non può che essere costituita dall'ordinanza del sindaco ai sensi degli articoli 50 e 54 del Dlgs 267/2000.
Si tratta di un atto in perfetta sincronia con la natura eccezionale e la ratio degli atti adottati fin'ora a livello governativo e regionale. Rinviare o sospendere i termini dei pagamenti in scadenza nei mesi dell'emergenza significa dare una risposta concreta alle difficoltà economiche di cittadini e aziende generate dall'emergenza in essere; serve però anche e soprattutto a evitare alle persone di recarsi presso uffici postali e bancari per pagare o presso gli uffici comunali per richiedere informazioni o rettifiche. In altri termini il rinvio o la sospensione dei pagamenti significa evitate che le persone siano in qualche modo costrette a uscire di casa ed evitare che le stesse entrino in contatto con altre persone mettendo a rischio la propria e l'altrui incolumità.

Dunque, l'atto sindacale serve a far fronte a una situazione di emergenza sanitaria che finisce per assumere carattere locale ai sensi del citato articolo 50, laddove, in assenza di una norma nazionale, la propria cittadinanza sarebbe costretta a ottemperare ai propri obblighi fiscali. Allo stesso tempo, in una reinterpretazione evolutiva del concetto di incolumità pubblica e per fino di ordine pubblico da adattarsi necessariamente alla situazione attuale, non vi è dubbio che l'intervento sindacale è funzionale a preservare la popolazione dal grave pericolo che minaccia l'incolumità pubblica ovvero l'integrità fisica della popolazione, ai sensi del citato articolo 54.

A voler completare l'opera, l'ordinanza sindacale costituisce anche la sede naturale per rimodulare l'apertura al pubblico degli uffici tributi, da circoscriversi a comprovati casi eccezionali e non differibili, previo appuntamento telefonico, allineandosi così a quanto disposto per esempio per gli uffici giudiziari ai sensi dell'articolo 83 del Dl 18/2020. Naturalmente, trattasi di disposizioni eccezionali e provvisorie da ratificarsi non appena possibile da parte del consiglio comunale in quanto adottate in deroga al principio di funzionamento della macchina amministrativa secondo la logica del primato della democrazia.

(*) Membro dell'osservatorio tecnico e docente Anutel


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