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Incentivi per funzioni tecniche negli enti locali al di fuori del vincolo dei trattamenti accessori

di Giuseppe Rocca e Salvo Seminara (*) - Rubrica a cura di Ancrel

A seguito dell'approvazione del nuovo Codice degli appalti (Dlgs 50/2016) i vecchi compensi “Merloni” sono stati sostituiti dagli incentivi per le funzioni tecniche. Essi hanno a oggetto non solo la progettazione (articolo 113, comma 1), ma anche le attività amministrative e tecniche che attengono alle gare d'appalto (articolo 113, commi 2 e 3). In ultimo, l'articolo 1, comma 526, della legge di bilancio 2018, ha specificato che tali incentivi gravano «sul medesimo capitolo di spesa per i singoli lavori, servizi e fornitura».

Il quadro normativo
Gli aspetti più salienti della normativa riguardano l'istituzione di un fondo con l'apposita allocazione in bilancio, la stesura di un appropriato regolamento, ove si delinei il quantum del fondo distribuibile e la stipula di un accordo di contrattazione decentrata con la disciplina dei criteri di ripartizione. Occorre avere riguardo anche al rispetto del limite individuale di corresponsione degli incentivi (50% del trattamento economico complessivo annuo lordo), al rispetto del limite della ripartizione (80% del fondo per i dipendenti e il 20% per gli altri utilizzi), alle risorse distribuite che devono essere comprensive degli oneri previdenziali e assistenziali e anche dell'Irap.

Punti controversi
Risultava tuttavia controversa un'importante questione sollevata da diverse sezioni regionali della Corte dei Conti. In particolare, se tali compensi fossero assoggettati al vincolo posto dall'articolo 23, comma 2, del Dlgs 75/2017, il quale prevede che il fondo per le risorse decentrate «non può superare il corrispondente importo determinato per l'anno 2016». La Corte dei conti, sezione Autonomie, con la delibera n. 6 /2018, si è espressa risolvendo tale questione. In sostanza la pronuncia precisa che, sia in funzione della rilevata difformità della fattispecie introdotta dall'articolo 113, comma 2, del Dlgs 50/2016, rispetto all'abrogato istituto degli incentivi alla progettazione, che per effetto dell'articolo 1, comma 526, della legge 205/2017 (legge di bilancio 2018) che introduce il nuovo comma 5-bis dell'articolo 113, fosse necessario «un ulteriore intervento nomofilattico della Sezione».
Ha rilevato la Corte che la modifica della legge 205/2017 ha ancorato la contabilizzazione degli incentivi per funzioni tecniche «al di fuori dei capitoli destinati a spesa di personale». In pratica l'impegno di spesa, se si tratta di opere, è assunto nel titolo II della spesa, mentre, nel caso di servizi e forniture, deve essere iscritto nel titolo I, con attribuzione coerente con il tipo di appalti di riferimento. La pronuncia conclude con il seguente principio di diritto: «Gli incentivi disciplinati dall'art. 113 del d.lgs. n. 50 del 2016 ……. non sono soggetti al vincolo posto al complessivo trattamento economico accessorio dei dipendenti degli enti pubblici dall'art. 23, comma 2, del d.lgs. n. 75 del 2017».

(*) Soci Ancrel - Città Metropolitana di Catania


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