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Cedolino online per 3,2 milioni di dipendenti pubblici

di Gianni Trovati

Il portale NoiPa, nato per gestire le buste paga dei dipendenti statali, sia avvia a cambiare pelle con una doppia estensione: di platea, per allargarlo alla pubblica amministrazione territoriale, e di servizi, per trasformarlo in una piattaforma a tutto campo per la gestione dei dipendenti, dalla rilevazione, anche biometrica, delle presenze, a strumenti diretti di governo della propria posizione, dalla richiesta di prestiti al riconoscimento di detrazioni per la nascita di un figlio. Così si realizza un obiettivo centrale dell’Agenda digitale italiana: non solo cedolini, insomma, ma una sorta di ufficio telematico delle risorse umane. Quanto meno sul piano degli strumenti, perché la strategia tocca ai dirigenti “umani”.

Con oltre due milioni di persone già coinvolte (65% dei dipendenti pubblici) contro i 260mila del Regno Unito (10% del totale) o i 130mila dell’Olanda, NoiPa è già la più grande piattaforma europea per la gestione online dei dipendenti. Ma al ministero dell’Economia si punta più in alto. Con un calendario definito: è stata rilasciata la nuova app, che permette di utilizzare NoiPa da dispositivo mobile, il mese prossimo sarà il turno del nuovo portale, ed è in corso di sperimentazione il self service previdenziale che permette di verificare la propria posizione contributiva confrontandola con i dati Inps: tema di grande attualità in una Pubblica amministrazione che secondo l’ultima indagine appena presentata al Forum Pa sfiora i 51 anni di età media, veleggia intorno ai 55 anni fra i dirigenti e vedrà nei prossimi tre-quattro anni uscire mezzo milione di dipendenti per l’effetto congiunto di quota 100 e previdenza “ordinaria”.

E proprio il Forum Pa che ha appena chiuso la 30esima edizione è stata l’occasione per il debutto pubblico delle prossime tappe nel calendario Mef sulla digitalizzazione. «Oggi gestiamo più di due milioni di dipendenti in 100 amministrazioni soprattutto centrali – spiega Francesco Paolo Schiavo, che guida la direzione sistemi informativi e innovazione del Mef –, e ampliarsi agli enti locali significa entrare in 11.500 amministrazioni». L’esperienza non è inedita, perché a partire dalla Regione Lazio NoiPa si è già cimentata sul territorio in un’amministrazione ramificata soprattutto sul terreno delle Asl. Ma il cambiamento non è solo numerico: «Proprio in Regione Lazio è stato chiaro che agli enti territoriali non basta proporre il cedolino, perché hanno bisogno di un pacchetto unitario per affrontare tutti gli aspetti giuridici ed economici del personale».

Di qui la spinta all’evoluzione del sistema, aiutata da tre fattori: 100 milioni di euro del Pon Governance sul piano finanziario, il supporto tecnologico di Sogei e la collaborazione con le Asl e le Città che hanno chiesto di entrare nel servizio per creare un pacchetto di strumenti tagliato sulle loro esigenze. Che sono diversificate: «Inizialmente avevamo pensato a un Big Bang unico per tutti – dice Schiavo – ma i rilasci progressivi si sono rivelati più efficaci». E ora NoiPa si prepara anche a offrire un modulo per la valutazione delle performance e la valutazione dei dipendenti, altra sfida eterna della nostra Pa.


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