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Quota 100 manda in pensione i primi 6mila dipendenti pubblici

di Davide Colombo

L’andamento lento di «quota 100» trova nuove conferme alla verifica dei primissimi pensionamenti dei dipendenti pubblici. Giovedì 1° agosto saranno 6.235 gli statali che anziché andare in ferie incasseranno il primo assegno Inps. Un numero che potrebbe crescere di altre 3mila unità se, nelle ultime due settimane di luglio, l’Istituto avrà completato la procedura di certificazione delle 31mila domande in giacenza, per metà delle quali la decorrenza presunta scatta però nel 2020. Se così fosse a incassare la prima pensione con i requisiti minimi di 62 anni di età e 38 di contributi sarebbe il 19% circa delle 51mila domande presentate.

«Come sempre avviene nel caso del pubblico impiego anche per queste uscite anticipate – spiega Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps – parliamo di pensioni provvisorie, perché fino a che le amministrazioni non avranno completato la trasmissione dei dati contributivi le prestazioni possono essere soggette a ritocchi». Adeguamenti che se arrivassero dopo 120 giorni farebbero scattare il pagamento degli interessi a carico dell’Istituto. «La comunicazione in tempo reale dei dati contributivi che abbiamo raggiunto con il settore privato ancora non c’è per la Pa» aggiunge Di Michele, spiegando poi che tra i primi “quotisti” pubblici ad incassare la pensione ad agosto ci saranno anche 645 dipendenti Inps.

Il plotone più grande di neo-pensionati viene dagli enti locali (oltre 5mila sui 9mila previsti in caso di certificazione di tutte le giacenze) seguono i circa 2mila dipendenti del Servizio sanitario (tra cui 280 medici e 933 infermieri) e poco più di un migliaio di ministeriali. «Ma a settembre i rapporti cambiano con l’uscita di oltre 16mila dipendenti della Scuola – dice ancora Di Michele – tutte domande che hanno già ottenuto la certificazione». Nell’insieme le decorrenze per «quota 100» di settembre dovrebbero essere poco sopra le 22mila unità.

Le domande per «quota 100» presentate da dipendenti pubblici con il meccanismo del preavviso di sei mesi arrivano, verso la fine di luglio, a metà delle 100mila previste dal governo nella Relazione tecnica che accompagna di decreto di gennaio. E a fine anno, considerando tutte le domande presentate anche da dipendenti privati e autonomi, non si dovrebbe superare il tetto dei 205mila nuovi pensionamenti, secondo le stime proposte dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in occasione della presentazione del Rapporto annuale; il 29% di beneficiari in meno del previsto nel primo anno di sperimentazione, con una minore spesa superiore al miliardo. I pensionati pubblici di agosto non potranno ancora contare sull’accredito anticipato fino a 45mila euro della liquidazione tramite finanziamento bancario. La convenzione Abi è pronta ma il regolamento che dà attuazione alla nuova procedura deve ancora superare l’esame di garante Privacy, Antitrust e Consiglio di Stato. Il meccanismo dell’anticipo, che evita almeno per la prima quota di Tfr/Tfs l’attesa di 12-24 mesi previsto dalle regole ordinarie, riguarda tutti i pensionamenti nella Pa, anche di chi va a riposo con i requisiti ordinari di vecchiaia o di anzianità.


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