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Mobbing, Inps, modifica di procedura selettiva e mansioni superiori

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

I requisiti qualificanti del mobbing
La Corte di cassazione sezione lavoro, con l'ordinanza n. 1109/2020, ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, avverso la decisione con cui era stata respinta la propria domanda a vedere riconosciuti i danni patiti per un'asserita condotta mobbizzante tenuta da alcuni colleghi di lavoro, senza che il datore fosse intervenuto in alcun modo per ristabilire un accettabile ambiente lavorativo. In particolare, rigettando le doglianze della dipendente, la Corte ha ricordato che ai fini della configurabilità della condotta lesiva del datore di lavoro sono rilevanti: 1. la molteplicità di comportamenti di carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano stati posti in essere in modo miratamente sistematico e prolungato contro il dipendente con intento vessatorio; 2. l'evento lesivo della salute o della personalità del dipendente; 3. il nesso eziologico tra la condotta del datore o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrità psico-fisica del lavoratore; 4. la prova dell'elemento soggettivo, cioè dell'intento persecutorio.

Novità in breve dall'Inps
Circolare n. 9 del 29 gennaio 2020. L'Inps ha comunicato agli enti i valori per il 2020 del minimale di retribuzione giornaliera, del massimale annuo della base contributiva e pensionabile, del limite per l'accredito dei contributi obbligatori e figurativi, nonché gli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute in materia di previdenza e assistenza sociale per la generalità dei lavoratori dipendenti iscritti alle gestioni private e pubbliche.
Circolare n. 10del 30 gennaio 2020. L'Inps ha chiarito i riflessi applicativi dell'articolo 2, comma 5, del Dl 101/2013, convertito dalla legge 125/2013, nei confronti dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, iscritti presso il fondo pensioni lavoratori dipendenti dell'assicurazione generale obbligatoria e titolari di assegno ordinario di invalidità previsto dall'articolo 1 della legge 222/1984.
Circolare n. 12del 03 febbraio 2020. L'Inps ha comunicato le aliquote, il valore minimale e il valore massimale del reddito erogato per il calcolo dei contributi dovuti da tutti i soggetti iscritti alla gestione separata prevista dall'articolo 2, comma 26, della legge 335/1995.

Illegittimo modificare ex post una procedura selettiva
«Se pure non può escludersi in astratto la possibilità di dettagliare più analiticamente le previsioni di un bando, non può non postularsi una limitazione temporale che condizioni la legittimità dell'esercizio di questa facoltà, non essendo in particolare ammissibile una integrazione (e ancor più una modifica) che intervenga in epoca successiva all'inizio del percorso di selezione, in quanto questo determina un'alterazione della disciplina già prevista nel corso dello stesso svolgimento della procedura».
È questo il principio fissato dalla Corte di cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 983/2020, con la quale ha accolto il ricorso di un soggetto che dopo aver partecipato a una selezione indetta da un ente (per assunzioni presso una municipalizzata) e aver superato positivamente tutte le prove, collocandosi utilmente in graduatoria, veniva illegittimamente sottoposto a un'ulteriore prova attitudinale «colloquio psicologico» risultando, all'esito, non idoneo.

Mansioni superiori, la differenza tra la categoria B e C
Una dipendente comunale inquadrata in categoria B ha chiesto il riconoscimento di differenze retributive per aver svolto attività appartenenti alla categoria superiore d'inquadramento.
Secondo la Corte di cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 1792/2020, sono da ricondurre «al livello B le mansioni di raccolta dati ed inserimento di dati nel sistema informatico, in assenza di elaborazione dei dati stessi. Trattasi di mansioni dal «contenuto di tipo operativo, con responsabilità di risultati parziali rispetto a più ampi processi produttivi/amministrativi» laddove la superiore categoria C prevede mansioni con «contenuto di concetto, con responsabilità di risultati relativi a specifici processi produttivi/amministrativi». Il tratto qualificante del livello superiore attiene, dunque, al contenuto concettuale e alla responsabilità sul momento finale del processo amministrativo; queste caratteristiche sono tipiche soltanto della fase di elaborazione del dato. Coerentemente tra i profili professionali del livello C è classificato, per quanto qui rilevante, il lavoratore che svolge attività istruttoria nel campo amministrativo curando (congiuntamente) «la raccolta, l'elaborazione e l'analisi dei dati».


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