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Atm e Gtt in soccorso dell’Atac, piano per l’emergenza di Roma

di Sara Monaci

Un decreto ministeriale sigillerà la collaborazione tra la società del trasporto pubblico milanese Atm e l’Atac di Roma, in difficoltà nei settori della manutenzione e della sicurezza.

Il ministero di Trasporti e Infrastrutture ha inviato una lettera il 22 novembre scorso a Palazzo Marino chiedendo che venga indicato in tempi brevi un rappresentante «dall’elevato know-how tecnico-amministrativo» per un «gruppo di lavoro», spiegando che sarà «costituito con decreto ministeriale da: direzione generale sistemi di trasporto e impianti fissi e trasporto pubblico locale; Ustif del Lazio, competente per il territorio; agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria; direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime; Atac di Roma, Atm di Milano, Gtt di Torino». Poi si spiega che l’attività di lavoro dovrà svolgersi in un periodo di 30 giorni.

La necessità dell’iniziativa è spiegata nella premessa: «il ministero ha necessità di costituire un gruppo di lavoro per valutare eventuali attività compensative eccezionali, a integrazione delle misure ordinarie già attuate in Atac, al fine di verificare la possibilità di garantire la continuità in sicurezza dell’esercizio».

Che la collaborazione tra partecipate venga determinata da un decreto è un fatto insolito. I vertici di Atm dicono di non aver mai visto nella loro esperienza un atto del genere (che a quanto pare ha preso pure loro un po’ alla sprovvista). Suona quasi come una chiamata in soccorso, che per motivi di equilibrio politico comprende, oltre a Milano, anche la Gtt di Torino, città con una sindaca pentastellata, Chiara Appendino.

Qualche chiarimento è stato chiesto. Ad oggi risulta che a Roma ci siano delle manutenzioni in scadenza nella linea A e B della metro. I sistemi metropolitani hanno l’obbligo di revisione con scadenze precise. In alcuni casi occorrerebbe fare delle gare, e la municipalizzata romana, oltre a non avere molte risorse, rischia anche di dover aspettare a lungo l’iter burocratico dei bandi. Pertanto si potrebbe superare l’ostacolo chiedendo intanto ad Atm (e in parte a Gtt, anche se ha un tipo di metro molto diversa) di intervenire nella fase di transizione, senza pregiudicare il funzionamento delle linee. Oltre alle reti di trasporto, ci potrebbero essere anche le scale mobili.

L’idea di un decreto è del ministero guidato dalla democratica Paola De Micheli, a seguito delle richieste di aiuto della sindaca di Roma Virginia Raggi. Martedì ci sarà il primo incontro. Poi a breve la legge.

Questa decisione potrebbe sembrare come una sorta di “commissariamento”, oppure semplicemente l’inizio di una serie di attività che Milano potrebbe fare nel resto del paese.

A questo proposito, ci sono dei vincoli che proprio il sindaco di Milano Giuseppe Sala chiede da tempo di rivedere: ad esempio il fatto che le partecipate non possano fare al di fuori dei confini cittadini più del 20% del proprio fatturato totale. Un limite che secondo Palazzo Marino può essere rivisto. Peraltro proprio Atm ha già importanti fette di business all’estero (ad esempio a Copenaghen, dove gestisce la metropolitana); tanto vale, dicono a Palazzo Marino, espandersi anche in Italia.

A proposito di concorrenza, il trasporto pubblico locale di Milano il prossimo anno dovrà essere sottoposto a gara. Atm parteciperà di nuovo con un raggruppamento più ampio di cui fanno parte anche Itachi e BusItalia. Tra i concorrenti potrebbero esserci anche gruppi stranieri, primo fra tutti il francese Rtp che già gestisce la tramvia fiorentina.


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