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Al via la III edizione del Cresco Award, per premiare i Comuni più innovativi

di Paola Rossi

Al via la terza edizione di Cresco Award, il premio organizzato da Fondazione Sodalitas e Anci per valorizzare le iniziative dei Comuni italiani più efficaci nel promuovere in modo diffuso lo sviluppo sostenibile dei territori in coerenza con l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Valorizzare e premiare la spinta innovativa della Pubblica Amministrazione locale nel mettere in campo iniziative efficaci per promuovere in modo diffuso lo sviluppo sostenibile dei territori: questo l'obiettivo di Cresco Award – Città sostenibili, l'iniziativa promossa da Fondazione Sodalitas e Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), in partnership con un gruppo di aziende impegnate sul fronte della Sostenibilità.

I progetti e la loro visibilità
Gli enti potranno candidare progetti, già conclusi o comunque operativi entro l'anno, riguardanti, ad esempio, tematiche come il supporto a categorie deboli e disagiate, l'accoglienza e l'inclusione sociale, l'economia circolare e la sharing economy, l'efficienza energetica e la gestione sostenibile dei rifiuti, la mobilità sostenibile, la prevenzione e tutela sanitaria, la riduzione degli sprechi alimentari o il welfare territoriale.
Gli enti avranno, inoltre, la possibilità di dare visibilità ai propri progetti attraverso il portale «Agenda Urbana», la piattaforma nazionale promossa e realizzata da Anci che raccoglie le esperienze progettuali innovative implementate dalle città italiane.

La partecipazione degli enti locali
La partecipazione a Cresco Award è gratuita. La presentazione dei progetti dovrà avvenire entro il 15 luglio 2018, attraverso la piattaforma digitale «ideaTRE60» messa a disposizione da Fondazione Italiana Accenture. Le candidature saranno valutate da una Giuria indipendente e multistakeholder, presieduta dal Rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta.
La partecipazione è aperta a:
• Comuni
• Città Metropolitane
• Unione/Raggruppamento tra Comuni
• Comunità Montane che possono candidare uno o più progetti già conclusi al momento della presentazione o comunque operativi entro il 2018, inerenti i temi esposti negli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile ).
I riconoscimenti saranno assegnati nell'ambito delle seguenti classi demografiche:
• meno di 10.000 abitanti
• da 10.001 a 100.000 abitanti
• oltre 100.000 abitanti Premi speciali potranno essere assegnati ai migliori progetti realizzati in partnership Pubblico/Impresa e a quelli rivolti a Istituti scolastici e attività verso gli studenti.

I premi Impresa
Un aspetto qualificante dell’appuntamento è il coinvolgimento diretto di un gruppo di imprese particolarmente attente alla «sostenibilità» che hanno deciso di assegnare dei propri premi legati a specifiche tematiche. Le imprese coinvolte sono: ABB (Tecnologie digitali per la mobilità sostenibile), Bureau Veritas Italia (Gestione sostenibile della comunità), Confida (Vending sostenibile), Enel (Il valore della partnership per lo sviluppo di un modello circolare), KPMG (Partnership vincenti privato e pubblico sociale), Lexmark (Circular Economy), Mapei (Sistemi per la riqualificazione di pavimentazioni architettoniche di elevato pregio), MM (Smart water solution), Novamont (Separare fa la differenza), Pirelli (Mobilità sostenibile), Poste Italiane (Per lo sviluppo digitale dei piccoli Comuni), Sirti (Sistemi e servizi IoT nelle smart cities), Solvay (Sviluppo del territorio valorizzando la partnership pubblico-impresa), UBI Banca (Per l'educazione finanziaria e lo sviluppo della cultura imprenditoriale dei giovani studenti), Wind Tre (Viabilità evoluta). I Premi Impresa, invece, saranno assegnati direttamente dalle aziende partner, a loro insindacabile giudizio.

Il vincitore dell’edizione passata
Il Comune vincitore del Cresco Award 2017 nella categoria fino a 15.000 abitanti è Ostana in provincia di Cuneo, piccolo borgo montano, con il progetto «Ostana: ritorno e sviluppo». Veniamo alla sua storia. A partire dagli anni Cinquanta il paese visse il dramma dell'abbandono che lasciò alle terre alte solo “gli ultimi”: da oltre mille abitanti il borgo arrivò a contare appena 5 residenti effettivi negli anni Settanta, mentre il baby boom portava nuova economia nelle località montane che si attrezzavano per attrarre il nuovo pubblico degli sciatori. Lontano delle località deturpate dalla cementificazione, dalla metà degli anni Ottanta, Ostana iniziò a riflettere orgogliosamente sul valore di una montagna autentica e più recentemente sulla costruzione di uno sviluppo sostenibile, che aprisse le porte al reinsediamento primario delle famiglie e a nuove attività produttive. Il primo risultato tangibile nel settore terziario è stata l'apertura del rifugio di proprietà comunale, seguita dagli affittacamere privati e dell'info point. Da diversi anni Ostana è diventato un importante punto di riferimento sul tema del riuso, della valorizzazione del patrimonio storico e dell'architettura alpina. Le diverse amministrazioni che si sono succedute hanno infatti perseguito – insieme alla comunità locale e a progettisti qualificati – una diffusa e condivisa politica di recupero delle antiche costruzioni montane in un'ottica di qualità. Capisaldi del recupero pietra e legno, con solare, fotovoltaico, mini eolico e geotermico. Mentre la valorizzazione della cultura occitana ed il turismo crescono, Ostana punta ora al recupero della terra a scopo agricolo e al reinsediamento primario, con attenzione all'inclusione sociale.


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