Quotidiano Enti Locali & PA – Il Sole 24 Ore

  • 22 Dic 2014
  • Sicilia: nuovo rinvio per le commissariate ex Province, manca la legge su consorzi comunali e città metropolitane

    di Paolo Canaparo
  • L'Assemblea regionale siciliana ha ulteriormente prorogato al 7 aprile 2015 i commissariamenti delle ex Province in attesa dell'approvazione della legge istitutiva dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane.

    Il quadro normativo
    La legge siciliana del 27 marzo 2013 n. 7 aveva previsto che entro il 31 dicembre 2013 la Regione, con propria legge in attuazione dell'articolo 15 dello Statuto speciale, doveva disciplinare l'istituzione, in sostituzione delle Province regionali, dei nuovi enti di area vasta, stabilendone gli adempimenti necessari per lo svolgimento delle elezioni degli organi e per il loro insediamento, in sede di prima applicazione.
    Nella stessa legge è stato conseguentemente disciplinato il commissariamento delle Province ai sensi dell'articolo 145 dell'ordinamento amministrativo degli Enti locali nella Regione siciliana (Dlgs presidenziale 29 ottobre 1955 n. 6) approvato con legge regionale 15 marzo 1963 n. 16. Tale commissariamento, inizialmente previsto fino al 31 dicembre 2013, è stato prorogato, una prima volta, con l'articolo 13, primo comma, della legge regionale 24 marzo 2014 n. 8, "non oltre il 31 ottobre 2014". Scaduto quest'ultimo termine, il Governo regionale si era visto costretto ad adottare provvedimenti "tampone", prevedendo la gestione delle ex nove Province dell'isola attraverso Commissari ad acta, nominati, di volta in volta, secondo le necessità segnalate da funzionari regionali appositamente inviati presso gli enti provinciali.
    La legge 20 novembre 2014 n. 26 concede ora un altro po' di respiro all'Assemblea regionale, ancora ben lontana dall'obiettivo dell'approvazione della legge istitutiva dei Liberi consorzi e delle Città metropolitane, fissando la conclusione dei commissariamenti "non oltre il termine inderogabile di cui al comma 145 dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56", ovvero il 7 aprile 2015.

    La riforma delle Province in Sicilia
    Mentre nel resto d'Italia si è proceduto dunque alle elezioni di secondo livello per la nomina dei vertici politici delle Province così come riorganizzate dalla legge 56/2014, in Sicilia, in attesa della definitiva riforma e per assicurare quindi la normale funzionalità dei Liberi Consorzi dei Comuni, l'Assemblea Regionale Siciliana ha dovuto approvare una ennesima proroga delle gestioni commissariali. I Liberi Consorzi continueranno, pertanto, a essere governati, fino all'insediamento dei loro organi, da Commissari straordinari e comunque non oltre il termine inderogabile di cui al comma 145 dell'articolo 1 della legge 7 aprile 2014 n. 56 (dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge Delrio). Tuttavia, la lunga gestione commissariale degli enti provinciali, senza la definitiva approvazione della riforma, determina una grave anomalia, peraltro già segnalata dal Consiglio di Giustizia amministrativa, in sede consultiva, con il parere n. 137 del 26 febbraio 2014 e il nuovo termine ripropone comunque la questione di cosa avverrà se la legge di riforma non giungerà a buon fine.

    Il regime di inconferibilità
    La proroga dei Commissari straordinari non è l'unica novità contenuta nella legge regionale 26/2014. L'articolo 2 stabilisce l'inconferibilità dell'incarico di commissario, a pena di nullità, a soggetti titolari di altri incarichi conferiti dall'amministrazione regionale. Non costituisce causa di inconferibilità la titolarità di incarichi dirigenziali all'interno dell'Ente regionale. La norma sulla inconferibilità va a inserirsi nella vicenda dell'ex magistrato Ingroia che è stato nominato commissario liquidatore e amministratore unico della società Sicilia E-Servizi e commissario straordinario della Provincia di Trapani.
    L'Autorità nazionale anticorruzione ha ritenuto le due cariche fra loro "incompatibili" - invitando il Presidente della Regione a contestare, senza ritardo, la causa d'incompatibilità – in quanto quella di commissario di un libero consorzio di Comuni è da considerarsi una carica politica assimilabile a quella di presidente di una Provincia regionale, perché l'ente esercita le stesse funzioni di governo. Da qui l'incompatibilità con la posizione di commissario liquidatore e amministratore unico in Sicilia E-Servizi, la società che si occupa dei servizi informatici della Regione Sicilia, ente di diritto privato in controllo pubblico. Una incompatibilità - quella tra gli incarichi di amministratore di un ente di diritto privato in controllo pubblico e le cariche di componenti degli organi di indirizzo politico nelle amministrazioni statali, regionali e locali - prevista espressamente dall'articolo 13 del decreto legislativo n. 39 del 2013 che contiene disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità. Con la nuova legge regionale adesso l'Assemblea regionale siciliana deve prevedere, espressamente, che chi detiene altri incarichi conferiti dalla Regione non può essere Commissario straordinario in un Libero Consorzio.