Quotidiano Enti Locali & PA – Il Sole 24 Ore

  • 12 Ott 2015
  • Scia, attività sospesa in attesa di conformazione anche solo documentale

    di Saverio Linguanti
  • Appare sempre più indispensabile, dopo la riforma dell'articolo 19 della legge 241/1990 operata dalla legge 124/2015, precisare cosa significhi «conformare» l'attività in rapporto alla presentazione di una Scia.
    Inutili discussioni sono state avanzate da chi ha affermato che la conformazione dell'attività non potrebbe riguardare la richiesta di documentazione (per la verità inopportunamente chiamata «richiesta di integrazioni») fatta dall'amministrazione al segnalante, nel caso in cui ci si accorga, in fase di controllo, che una parte della documentazione non sia stata allegata all'atto della presentazione di una Scia, o che anche semplicemente non siano state rese alcune dichiarazioni.
    Nella realtà, la questione si risolve leggendo il comma 3 dell'articolo 19 della legge 241/1990 dove si afferma che: «L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di cui al comma 1, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione di cui al medesimo comma, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni.»
    I requisiti e presupposti del comma 1 sono quelli di legge, mentre la conformazione, ove possibile, è una delle due strade che l'amministrazione competente per materia può intraprendere quando a seguito di un controllo sulla Scia presentata risulti una carenza di presupposti oggettivi di esercizio o una carenza di presupposti soggettivi; tra le mancanze di una Scia che possono presentarsi deve ricomprendersi anche la carenza documentale o la mancanza di chiarezza delle dichiarazioni rese, in quanto ciò non consente di stabilire se l'attività sia o meno "conforme" alla norma, cioè rispettosa di quanto stabilito dalla legge di riferimento e al tempo stesso non consente di sapere circa il possesso del requisito: semplicemente mancando un documento o una dichiarazione non si è in grado di conoscere la reale situazione; da qui la richiesta di conformazione.

    Conformazione documentale
    Conformare dunque è una delle uniche due scelte che l'amministrazione procedente può intraprendere, rispetto alla seconda ben più grave rappresentata dalla ordinanza di cessazione dell'attività condotta in difetto dei presupposti e requisiti di legge.
    Ecco dunque che la valutazione da compiere deve essere su quale tipo di requisito sia mancante, e come tale mancanza incida sul regolare svolgimento dell'attività economica. Ma se i requisiti di legge non risultano perché è mancante un documento ciò non significa che il requisito stesso non sia presente, e pertanto l'amministrazione è tenuta a richiedere una "conformazione" mediante presentazione di documentazione mancante proprio per valutare la sussistenza o meno del suddetto requisito.
    Infatti l'adozione del provvedimento interdittivo dell'attività è considerata dallo stesso articolo 19 come "ultima ratio" dell'agire dell'amministrazione e precisamente quando a seguito del controllo risulti mancante un requisito previsto dalla legge come requisito fondamentale per l'esercizio dell'attività.

    Ripristino di un elemento strutturale
    Dunque conformare può voler significare intervenire a ripristinare un requisito strutturale a condizione però che la mancanza non faccia sorgere un pericolo nell'esercizio dell'attività sia per i frequentatori che per i lavoratori; ma conformare può voler significare anche solo integrare le dichiarazioni rese dimostrando il possesso di un requisito che per dimenticanza non sia stato inserito ( fatta salva ogni ulteriore valutazione sulla volontarietà o meno della suddetta parziale dichiarazione resa).
    Interviene a questo punto la modifica dell'articolo 19 comma 3 operata dalla legge n° 124/2015. Il vigente comma 3 dell'articolo 19 modificato, così stabilisce: «Qualora sia possibile conformare l'attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere, disponendo la sospensione dell'attività intrapresa e prescrivendo le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime. In difetto di adozione delle misure stesse, decorso il suddetto termine, l'attività si intende vietata».

    La sospensione dell'attività
    Dove in precedenza poteva riscontrarsi il rischio potenziale che in attesa di una conformazione documentale l'attività si svolgesse per un tempo determinato in violazione della norma, con la riscrittura del comma 3 durante la conformazione l'attività deve essere sospesa e quindi il rischio paventato in precedenza scompare. Si scopre tuttavia il rovescio della medaglia, in quanto tale intervento di sospensione deve valere anche nel caso in cui la "mancanza" del requisito risulti in realtà semplicemente una dimenticanza; in questo caso per il mancato inserimento dell'indicazione del possesso del requisito nella Scia, l'eventuale adozione di un provvedimento di sospensione dell'attività appare assai troppo penalizzante per il segnalante e per l'attività economica.
    Si ritiene comunque che la valutazione sulla possibilità o meno di conformare debba essere compiuta caso per caso per ogni Scia presentata, dall'amministrazione/ufficio competente per materia, valutando la gravità o meno della mancanza; la valutazione deve essere guidata dal principio fondamentale che una volta accertata la mancanza di un requisito previsto dalla legge come essenziale per l'inizio dell'attività (per esempio un requisito professionale, un requisito morale, la stessa agibilità dei locali come requisito strutturale) tale mancanza non possa essere conformata e la scelta obbligata dell'amministrazione competente per la materia alla quale appartiene il requisito mancante, sarà solo l'adozione del provvedimento interdittivo dell'attività, con obbligo per l'utente di ripresentare la Scia una volta posseduto il requisito; un comportamento difforme che consentisse una conformazione del requisito essenziale previsto dalla legge e mancante, legittimerebbe di fatto un'attività abusiva, anche solo per un breve lasso di tempo, ma sempre abusiva.