Quotidiano Enti Locali & PA – Il Sole 24 Ore

  • 02 Giu 2015
  • Copertura delle spese legali anche nel processo amministrativo

    di Arturo Bianco
  • Le amministrazioni locali possono sostenere direttamente le spese legali dei propri dipendenti anche per i processi amministrativi, nonostante il dettato contrattuale si limiti esclusivamente agli oneri sostenuti per la maturazione di responsabilità civile o penale, ovviamente sempre che essi siano relativi allo svolgimento delle attività d'ufficio. È questa l'indicazione fornita dall'Aran. Si tratta di una lettura estensiva motivata dal richiamo alla finalità della norma contrattuale, che è quella di mantenere indenni da oneri i dirigenti e dipendenti che sono stati chiamati in giudizio per attività svolte per conto della propria amministrazione. Ovviamente l'ente può assumere questi oneri a condizione che sussistano tutte le condizioni previste dalla disposizione contrattuale.

    L'ambito di applicazione
    La risposta si riferisce in modo espresso ai procedimenti avviati in base all'articolo 30 del Dlgs 104/2010, cioè a quelli che si svolgono dinanzi al giudice amministrativo e che sono aperti sia contro l'ente sia, in solido, contro il dirigente e il responsabile del procedimento. Nel giudizio dell'Aran nella nozione contrattuale di «procedimento di responsabilità civile può rientrare anche la particolare fattispecie dell'articolo 30 del Dlgs 104/2010, dato che la stessa, proprio per la sua ampiezza e genericità, non fa alcun riferimento alla sede giurisdizionale in cui il procedimento deve essere incardinato». Quindi, ciò che conta non è la sede in cui il procedimento si svolge, ma la natura della responsabilità che nasce in capo al dirigente o dipendente pubblico.

    Le condizioni
    Molto opportunamente il parere, nella seconda parte, ricorda le condizioni fissate dall'articolo 28 del contratto nazionale del 14 settembre 2000, le "code contrattuali", perché l'ente possa assumere a proprio carico queste spese. La prima condizione è che il dipendente abbia informato l'amministrazione fin dall'inizio dell'avvio del procedimento in sede giurisdizionale. Altra condizione da rispettare è che l'ente effettui una valutazione preventiva della assenza di conflitto di interessi; il che si realizza ad esempio se l'amministrazione si costituisce parte civile. La terza condizione è che il legale sia stato scelto di Comune intesa tra il dipendente e l'amministrazione.

    L'applicazione
    Per dare applicazione a questa previsione possono esservi varie soluzioni operative; in ogni caso si deve tenere presente che il dipendente deve comunque avere un rapporto fiduciario con il proprio legale. Una soluzione per cui il dipendente effettua la comunicazione e la si ritiene accettata in mancanza di tempestive obiezioni da parte dell'ente può essere ritenuta sufficiente. Le amministrazioni devono in particolare definire i costi e preoccuparsi che la difesa del dipendente non determini oneri per gli enti. Occorre inoltre ricordare che il legale per cui l'ente può assumere gli oneri è solamente uno. Nel caso di condanna, il dipendente deve rifondere l'amministrazione delle spese che ha sostenuto. Prima di questa disposizione contrattuale si applicava la regola del rimborso delle spese legali sostenute dal dipendente in caso di sua assoluzione definitiva, regola che continua a essere utilizzata in molte realtà. Correttamente il parere Aran dice infine che «alcune pronunzie della magistratura contabile, amministrativa e del lavoro che sembrano consentirla in via successiva, anche in mancanza cioè degli adempimenti preventivi di cui è detto», con specifico riferimento alla comunicazione preventiva e alla scelta di comune intesa del legale.