Quotidiano Enti Locali & PA – Il Sole 24 Ore

  • 29 Apr 2015
  • Guida all'armonizzazione/5: Ripiani diversi per disavanzo «sostanziale» e disavanzo «tecnico»

    di Luciano Cimbolini e Anna Guiducci
  • Pubblichiamo l'ultimo dei cinque approfondimenti sulla gestione operativa delle nuove regole contabili per la copertura dei disavanzi alla luce dell'armonizzazione, da applicare nei rendiconti 2014 e nelle procedure di riaccertamento straordinario dei residui. Le puntate precedenti sono consultabili in fondo alla pagina.

    L'adozione dei nuovi principi contabili impone agli enti il riaccertamento straordinario dei propri residui attivi e passivi. A seguito delle operazioni di riaccertamento straordinario, l'ente è tenuto a rideterminare il risultato di amministrazione, e a darne rappresentazione nel prospetto che deve essere allegato alla delibera di giunta con cui si adotta il riaccertamento straordinario.

    Le coperture
    Il Dm dell'Economia del 2 aprile 2015 individua gli strumenti di copertura del maggior disavanzo derivante dall'applicazione della nuova disciplina. In altre parole, l'eventuale disavanzo derivante dalla gestione precedente deve essere coperto nei tempi e modi ordinari. Il Dm rimette in pista anche gli enti sperimentatori, per i quali il maggior disavanzo di amministrazione può essere determinato considerando anche il maggior importo del fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione in occasione del rendiconto 2013 o del rendiconto 2014 rispetto al medesimo fondo nel risultato di amministrazione dell'esercizio precedente, per assicurare l'adeguatezza del fondo nel rispetto del principio contabile applicato della contabilità finanziaria. Questo incremento può essere operato solo una volta, con riferimento all'esercizio 2013 o all'esercizio 2014.

    Tempi e modi di ripiano del maggior disavanzo di amministrazione
    Le modalità di recupero del maggiore disavanzo determinato dal riaccertamento straordinario devono essere definite con delibera consiliare, in ogni caso non oltre 45 giorni dalla data di approvazione della delibera di giunta di riaccertamento straordinario (per gli enti non in sperimentazione). Con la delibera consiliare dovranno essere stabiliti gli importi del recupero annuale da ripianare in quote costanti nei singoli esercizi. La delibera è corredata del parere del collegio dei revisori. Gli enti in sperimentazione individuano, nel rendiconto 2014, le modalità di recupero del maggiore disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario non ripianato al 31 dicembre 2014, determinando l'importo del recupero annuale da ripianare in quote costanti nei singoli esercizi. La quota del disavanzo al 1° gennaio 2015 derivante dal riaccertamento straordinario, se di importo corrispondente al disavanzo individuato in sede di rendiconto 2014, è ripianata dagli enti locali secondo le modalità previste dall'articolo 188 del Tuel.
    Il maggior disavanzo può essere finanziato anche con i proventi da alienazione di beni patrimoniali disponibili o mediante lo svincolo delle quote vincolate del risultato di amministrazione formalmente attribuite dall'ente. Possono inoltre essere utilizzate le quote del risultato di amministrazione destinate al finanziamento di investimenti, purchè non derivanti dall'assunzione di mutui e prestiti. Gli enti devono dare adeguata informativa della copertura dell'extra-deficit sia nella nota integrativa al bilancio di previsione, sia nella relazione sulla gestione al rendiconto. L'organo di revisione segnala la mancata adozione delle delibere consiliari concernenti la determinazione delle modalità di ripiano di disavanzo e l'applicazione delle quote di disavanzo al bilancio in corso di gestione alla sezione regionale della Corte dei conti e, relativamente agli enti locali, anche al Prefetto.

    Disavanzo tecnico
    Da non confondere con il disavanzo appena descritto, che ha natura sostanziale, è il disavanzo tecnico. L'articolo 3 comma 13 del Dlgs 118/2011 individua situazioni di disavanzo tecnico nel caso in cui, a seguito del riaccertamento straordinario, i residui passivi reimputati a un esercizio sono di importo superiore alla somma del fondo pluriennale vincolato stanziato in entrata e dei residui attivi reimputati allo stesso esercizio. Il disavanzo tecnico si genera dunque solo a seguito del riaccertamento straordinario finalizzato al passaggio ai principi di competenza finanziaria potenziata. Come esplicitato dalla norma, se a seguito del riaccertamento straordinario i residui passivi reimputati a un esercizio sono di importo superiore alla somma del fondo pluriennale vincolato stanziato in entrata e dei residui attivi reimputati allo stesso esercizio, la differenza può essere finanziata con le risorse dell'esercizio o costituire un disavanzo tecnico da coprirsi nei bilanci degli esercizi successivi con i residui attivi reimputati a tali esercizi. Gli esercizi per i quali si è determinato il disavanzo tecnico possono essere approvati in disavanzo di competenza, per un importo non superiore al disavanzo tecnico.

    Guida all'armonizzazione/1: Così la competenza potenziata cambia il risultato di amministrazione - Per i disavanzi ripiano entro la consiliatura

    Guida all'armonizzazione/2: Doppio riaccertamento con la competenza «potenziata»

    Guida all'armonizzazione/3: Avanzo di amministrazione alla prova delle spese vincolate

    Guida all'armonizzazione/4: L'extra-deficit da riaccertamento non entra nel «pre-dissesto»