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Vincoli di assunzione e spese di personale: check list per i controlli

di Aride Missiroli (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Compito dell'organo di revisione è effettuare i dovuti controlli sul rispetto della normativa in riferimento al contenimento della spesa del personale e al rispetto dei vincoli connessi. A supporto dei revisori, nell'area riservata del sito www.ancrel.it sono proposte alcune check list per i controlli dei vincoli in merito all'assunzione e alla spesa del personale nonché al loro coordinamento con il quadro normativo sulla finanza pubblica (documento n. 6 Principi di vigilanza e controllo dell'organo di revisione degli enti locali – Cndcec febbraio 2019). In particolare, ci si riferisce a: dinamiche della spesa di personale aggregata, spesa per rapporti di lavoro flessibile, risorse destinate al trattamento economico accessorio, turn over, fondi incentivanti e costi della contrattazione decentrata.
Le disposizioni di legge si limitano a prevedere l'inclusione degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell'Irap e l'esclusione dei rinnovi contrattuali, lasciando all'interpretazione successiva, anche evolutiva, la specifica definizione dei criteri per la puntuale individuazione dell'aggregato da gestire. Nonostante non sia ancora stato definito il contenuto esatto della «spesa di personale» da parte del legislatore, l'organo di revisione dovrà tuttavia necessariamente:
• individuare l'entità di tali spese attenendosi alle norme legislative, alle indicazioni ministeriali nonché alle pronunce della magistratura contabile;
• effettuare il controllo sul rispetto degli obiettivi contenuti nella manovra per il riequilibrio dei conti pubblici e, in particolare, sul rispetto delle disposizioni relative al contenimento delle spese di personale;
• verificare che l'importo sostenuto dall'ente per le spese di personale non superi il limite previsto dalla manovra, con riferimento ad uno o più periodi individuati dal legislatore.
Per gli enti con popolazione superiore a 1.000 abitanti, il limite delle spese di personale da rispettare a regime, è costituito dalla spesa di personale media sostenuta nei 3 esercizi 2011-2012-2013 (in modo non scorrevole), secondo quanto previsto dall'articolo 1, commi 557 e seguenti della legge 296/2006, mentre per gli enti con popolazione non superiore a 1.000 abitanti è costituito dalla spesa di personale sostenuta nel corso del 2008, tenuto conto dell'articolo 1, comma 562, della legge 296/2006.
Il controllo dei revisori va effettuato tramite i seguenti confronti:
• il valore storico dell'ammontare della spesa di personale, desunta dai documenti ufficiali dell'ente o dai documenti predisposti dall'organo di revisione, fatti salvi eventuali rilievi e osservazioni; a tal proposito, è bene ricordare che il revisore deve effettuare i controlli su documenti formalizzati dall'ente che riportino la firma (meglio se digitale) del responsabile del servizio;
• il valore conseguito dalla corrispondente grandezza dell'esercizio di riferimento, sulla base delle risultanze contabili e previo riscontro della sua correttezza, congruità e completezza.
Nell'effettuare i controlli a campione sulla spesa di personale, i revisori dovranno prestare particolare attenzione alla verifica della legittimità delle componenti incluse e di quelle escluse, nonché della loro congruità.

I controlli sui contratti di collaborazione coordinata e continuativa
Relativamente ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa, si osserva che l'articolo 1, comma 1131, lettera f), della legge 145/2018 ha posticipato al 1° luglio 2019 il termine di decorrenza del divieto per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di Cococo. Il limite era stato previsto dall'articolo 22, comma 8, del Dlgs 75/2017. Il divieto sarà operativo solo per i contratti sottoscritti a decorrere da tale data, pertanto eventuali contratti sottoscritti ai sensi dell'articolo 7, comma 5-bis del Dlgs 165/2001 comporterà responsabilità erariale. Si ricorda che attualmente l'affidamento di una collaborazione è possibile solo se l'amministrazione deve soddisfare esigenze cui non può far fronte con il personale in servizio. L'affidamento degli incarichi deve avere luogo necessariamente per attività specifiche, qualificate e circoscritte nel tempo. In riferimento alla circolare della Funzione pubblica n. 2/2008, si è in presenza di una collaborazione coordinata e continuativa per la continuazione della prestazione e la coordinazione con l'organizzazione ed i fini del committente, conservando, quest'ultimo, non un potere di direzione, ma di verifica della rispondenza della prestazione ai proprio obiettivi attraverso un potere di coordinamento spazio-temporale. Ricordiamo che non è prevista dalla disciplina speciale del Dlgs 165/2001 la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l'eventuale meccanismo di stabilizzazione in base all'articolo 36 comporta la nullità e responsabilità erariale.

I controlli sul conto annuale 2018 del personale
La circolare del Mef n. 15/2019 indica che Il Presidente del Collegio dei revisori (o organo di controllo interno equivalente) è tenuto, unitamente al Responsabile del procedimento amministrativo a sottoscrivere il conto annuale apponendo la firma nell'apposito spazio all'interno della stampa dell'intero modello «certificato». La verifica da parte dell'organo di controllo è successiva all'inserimento dei dati in Sico. Considerata la rilevanza del conto annuale ai fini dell'espletamento delle funzioni di monitoraggio e verifica del costo del personale e di analisi dei risultati, i revisori dei conti dovranno intervenire tempestivamente presso gli enti sottoposti al loro controllo per garantire l'invio delle rilevazioni e la qualità dei dati trasmessi. Per il tramite dell'amministrazione, l'organo di controllo può far inserire le proprie valutazioni e osservazioni in merito ai dati esaminati nell'apposito spazio della sezione «Commenti organi di controllo». Eventuali rettifiche delle informazioni che si rendano necessarie in una fase successiva, dovranno essere sottoposte nuovamente al collegio. Nel caso in cui il collegio si sia insediato successivamente alla compilazione del conto annuale, il presidente in carica è tenuto comunque alla sua sottoscrizione.
In applicazione dell'articolo 40-bis, comma 1 del Dlgs 165/2001 recita che: «Il controllo sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e quelli derivanti dall'applicazione delle norme di legge, con particolare riferimento alle disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla corresponsione dei trattamenti accessori è effettuato dal collegio dei revisori dei conti, dal collegio sindacale, dagli uffici centrali di bilancio o dagli analoghi organi previsti dai rispettivi ordinamenti. Qualora dai contratti integrativi derivino costi non compatibili con i rispettivi vincoli di bilancio delle amministrazioni, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 40, comma 3-quinquies, sesto periodo». Pertanto, l'organo di controllo vigilerà anche sugli specifici adempimenti di pubblicazione. Infine, fermo restando quanto previsto dall'articolo 9-bis del Dlgs 33/2013, rubricato (Pubblicazione delle banche dati), si richiama l'attenzione sull'obbligo di procedere alla pubblicazione del modello certificato del conto annuale secondo quanto previsto dall'articolo 16, comma 1, e dall'articolo 17 del Dlgs 33/2013, come modificati rispettivamente dall'articolo 15, comma 1, lettera a), e dall'articolo 16, comma 1, lettera a) del Dlgs 97/2016.

(*) Dottore Commercialista e Revisore legale


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