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Agevolazioni obbligatorie per riapertura o ampliamento delle attività

di Roberta Barchi (*) - Rubrica a cura di Anutel

Il decreto Crescita (Dl 34/2019 convertito dalla legge 28 giugno 2019 n. 58), all'articolo 30-ter, ha introdotto agevolazioni per la promozione dell'economia locale mediante la riapertura e l'ampliamento di attività commerciali, artigianali e di servizi.
Le agevolazioni riguardano l'ampliamento di esercizi commerciali già esistenti o la riapertura di esercizi chiusi da almeno sei mesi, situati nei territori di Comuni con meno di 20mila abitanti.
La previsione, che attinge da esperienze già maturate a livello locale da alcuni Comuni, introduce agevolazioni in favore di soggetti, esercenti attività nei settori dell'artigianato, del turismo, della fornitura di servizi destinati alla tutela ambientale, alla fruizione di beni culturali e al tempo libero, nonché del commercio al dettaglio, limitatamente agli esercizi di vicinato e alle medie strutture di vendita, compresa la somministrazione di alimenti e di bevande al pubblico.

Esclusioni
L'articolo 30 ter, però, non manca di escludere alcune attività dalla possibilità di fruire delle agevolazioni in ragione di una evidente valutazione di meritevolezza, e in particolare restano escluse:
- l'attività di compro oro, definita in base al Dlgs 25 maggio 2017 n. 92;
- le sale per scommesse;
- le sale che detengono al loro interno apparecchi da intrattenimento per il gioco d'azzardo (articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del Regio decreto n. 773/1931).
Sono esclusi dalle agevolazioni, inoltre, evidentemente per evitare strumentalizzazioni della norma:
- i subentri, a qualunque titolo, in attività già esistenti precedentemente interrotte;
- le aperture di nuove attività;
- le riaperture, conseguenti a cessione di un'attività preesistente da parte del medesimo soggetto che la esercitava in precedenza o, comunque, di un soggetto, anche costituito in forma societaria, che sia a esso direttamente o indirettamente riconducibile.
Il legislatore non si ferma a tali indicazioni e disciplina in modo articolato le procedure e i criteri per la quantificazione delle agevolazioni anche se in alcuni passaggi non brilla in chiarezza.
Dal tenore della norma sembra però evidente che si tratti di un'agevolazione obbligatoria e vincolata nel senso che le modalità di calcolo dovranno essere le medesime per tutti i Comuni. Anzi, a tal riguardo si auspica la pubblicazione di una circolare illustrativa e di una modulistica unica a livello nazionale con un'evidente semplificazione burocratica per imprenditori e uffici pubblici.

La gestione dell'agevolazione
Per quanto concerne la gestione dell'agevolazione, ci sembra che il legislatore abbia giustamente rispettato l'autonomia organizzativa di ciascun Comune non individuando specificatamente un ufficio competente all'erogazione del contributo e ai preventivi controlli.
Ha però giustamente individuato il soggetto tenuto alla determinazione del contributo che viene «rapportato all'entità dei tributi locali dovuti e pagati» e, cioè, il responsabile dell'ufficio tributi; l'unico a poter raccogliere le informazioni necessarie in tal senso.
Ciò posto, ragioni di opportunità fanno propendere per l'assegnazione della fase di verifica dei requisiti all'ufficio commercio così come la materiale erogazione del contributo. In coerenza con tale assetto anche il fondo stanziato di bilancio dovrebbe essere allocato nel relativo budget.

(*) Componente comitato regionale Anutel Emilia Romagna


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