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Incarichi extra, concorsi, fusioni e aspettative sindacali

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Autorizzazione incarichi extra ufficio: divieto di sanatoria
«La configurabilità di un'autorizzazione postuma mal si concilia con l'art. 53, comma 10, ultimo inciso, del d.lgs. n. 165/2001, che, in considerazione della predominanza degli interessi dell'amministrazione rispetto alle aspettative dell'interessato e dell'ampio novero di attività in radice vietate, prevede, in presenza di regolare istanza, una rara ipotesi di silenzio rigetto». È questo il principio sottolineato della Corte dei conti – sezione giurisdizionale per la Campania – nella sentenza n. 333/2019con la quale ha condannato per danno erariale un dipendente pubblico che aveva espletato numerosi incarichi retribuiti, non autorizzati in precedenza dall'ente di appartenenza, ma solo con una sanatoria generica a posteriori. La Corte ha sottolineato come l'autorizzazione postuma allo svolgimento di incarichi extraistituzionali - già iniziati ed espletati - rilasciata ora per allora, sia priva di ogni valenza giuridica.

Esclusioni dal concorso per chi fa dichiarazioni mendaci
Il Tar Sicilia – sezione III – con la sentenza n. 2165/2019, ha confermato l'esclusione di un concorrente da una graduatoria concorsuale che, all'atto di presentazione della domanda, aveva reso dichiarazioni "equivoche" in merito alla pregressa esperienza lavorativa. In particolare, il soggetto aveva indicato - relativamente al periodo di attività lavorativa precedentemente svolta (utile ai fini dell'attribuzione del punteggio) - soltanto gli anni di riferimento, non specificando il mese e il giorno in cui detta attività aveva avuto effettivamente inizio e conclusione. Così facendo, il concorrente aveva fatto intendere all'ente procedente una durata temporale dell'attività lavorativa che andava dal mese di gennaio al mese di dicembre degli anni indicati mentre, in realtà, era risultato che la medesima attività lavorativa era stata svolta, in concreto, solo dal mese di marzo del primo anno al mese di marzo dell'ultimo anno. Ciò posto, dunque, la dichiarazione si era rivelata mendace con la conseguenza che la stessa non poteva che determinare l'esclusione del concorrente.

Limiti di personale per i Comuni nati da fusione
Qual è il parametro di riferimento della spesa per il personale per i Comuni nati da fusione, una volta esaurito il periodo di favore a loro attribuito dalla legge? Con la deliberazione n. 356/2019 la Sezione Lombardia della Corte dei contirichiama l'articolo 1, comma 450, della legge 190/2014 nel suo «divieto di superamento della somma della media della spesa di personale sostenuta da ciascun ente nel triennio precedente alla fusione e il rispetto del limite di spesa complessivo definito a legislazione vigente e comunque nella salvaguardia degli equilibri di bilancio». Viene altresì precisato che non si può applicare l'articolo 1, comma 562, della legge 296/2006 in quanto si riferisce, invece, ai Comuni non sottoposti in via permanente a patto di stabilità in ragione del relativo esiguo numero di abitanti.

Contribuzione aggiuntiva lavoratori collocati in aspettativa sindacale
L'Inps, con la circolare n. 129/2019, ha fornito indicazioni in materia di contribuzione aggiuntiva a favore dei lavoratori collocati in aspettativa sindacale. In particolare, nell'ambito del processo di armonizzazione delle disposizioni e delle prassi amministrative afferenti alle gestioni previdenziali private e a quelle pubbliche, anche alla luce di recenti orientamenti giurisprudenziali adottati dalla magistratura contabile per l'esatta determinazione dell'imponibile della contribuzione facoltativa di cui all'articoli 3, commi 5 e 6, del Dlgs 564/1996, e la sua corretta valorizzazione ai fini pensionistici, con il provvedimento l'Istituto ha dettato le istruzioni per superare le criticità emerse in ordine a taluni profili applicativi.


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