Quotidiano Enti Locali & PA – Il Sole 24 Ore

  • 04 Ott 2019
  • La spinta propulsiva di Anutel nel settore dell'affidamento degli incarichi legali

    di Tommaso Ventre (*) - Rubrica a cura di Anutel
  • La piattaforma lanciata dall'Anutel per l'affidamento degli incarichi legali è diventata il punto di partenza di un «Protocollo d'intesa» sul «Mercato Legale 4.0» per promuovere il rispetto delle norme vigenti e valorizzare le best practice. L'iniziativa rappresenta un importante passo verso la condivisione di un significativo progetto di ammodernamento delle prassi amministrative della Pa volto alla creazione di un mercato legale aperto, trasparente, fondato sulla professionalità e sulla digitalizzazione.

    Il ruolo delle associazioni
    Il documento è stato redatto e siglato oltre che da Anutel da Aiga (Associazione con oltre 12.000 soci attiva nella tutela degli interessi dei giovani avvocati) e da 4cLegal (la società che ha creato in Italia le prime piattaforme per la gestione di albi e beauty contest digitali nel settore legale).
    La convergente visione del rispetto delle regole da parte di tutti gli attori in campo rappresenta l'occasione per la condivisione e la divulgazione di buone prassi, promuovendo l'evoluzione culturale, professionale e operativa dei settori di riferimento.
    Nelle diciassette pagine del documento sono stati evidenziati nero su bianco i cinque elementi fondanti dell'acquisto di servizi legali «a regola d'arte», tre principi e due processi operativi.

    I principi
    I principi enunciati intendono chiarire e assistere le parti nell'affidamento degli incarichi.
    Il primo, la «professionalità» deve essere inteso come know-how dell'avvocato rispetto alla gestione di una determinata tematica legale, know-how che si presenta in modo differente a seconda del settore del diritto (materia/industry), del tipo di assistenza (giudiziale/stragiudiziale) e delle caratteristiche dell'incarico. Il mercato legale 4.0 da un lato permette di evidenziare e documentare competenze, esperienze e assetti organizzativi degli avvocati a beneficio di una scelta consapevole delle organizzazioni clienti e, dall'altro lato, fornisce ai professionisti opportunità di accesso a nuovi incarichi basate sulla professionalità e sulla visibilità consentita dalle piattaforme digitali. Nella convinzione che la professionalità debba essere il primo «motore» del mercato legale 4.0, quest'ultimo promuove con convinzione la formazione degli avvocati con lo scopo di creare e accrescere tutti gli aspetti della loro professionalità e in questo ambito ad esempio Anutel sta per mettere a disposizione degli associati Aiga l'accesso alle proprie attività di formazione per contribuire a una maggiore professionalizzazione proprio nel settore della consulenza e assistenza nell'abito dei tributi locali.
    Il secondo, la «tracciabilità e la trasparenza» caratterizza la verificabilità a posteriori della modalità operativa di affidamento dell'incarico intendendo con tracciabilità il mantenimento di evidenze relative a un processo, al fine di renderne ricostruibile a posteriori le ragioni, il contesto, le modalità di svolgimento e i termini di conclusione del processo e dell'organizzazione mentre con trasparenza quell'accezione valoriale, sinonimo di «correttezza» e «veridicità» delle risultanze del processo adottato.
    Il terzo, «apertura e concorrenza» vuole favorire la creazione di un mercato ideale, senza asimmetrie informative in cui un acquirente ha accesso a tutti gli operatori che offrono il servizio desiderato, disponendo di informazioni che gli consentano di operare la scelta migliore tra una pluralità di alternative che vengono esaminate e comparate grazie a piattaforme digitali che permettono l'accesso di, e il collegamento tra, tutti gli attori della domanda e dell'offerta di beni e servizi.

    I processi operativi
    I principi enunciati trovano concreta applicazione nei processi operativi proposti: l'accreditamento, ossia la creazione di un albo, o panel, di avvocati qualificati di cui potersi avvalere; e l'adozione di un confronto concorrenziale (il cosiddetto «beauty contest») tra gli avvocati accreditati per scegliere quello che offre le migliori competenze a un prezzo di mercato, offrendo in questo modo una garanzia sia per la domanda sia per l'offerta.
    Sembra tutto semplice, e, soprattutto, logico. Ma è sufficiente un breve sguardo alla cronaca in materia di incarichi legali, soprattutto nella pubblica amministrazione (ma non solo) per capire che la strada da fare, in questo settore produttivo cruciale per il Paese, è ancora molta.
    Eclatanti episodi di affidamento di incarichi legali da una parte hanno riguardato la non corretta individuazione del professionista incaricato e dall'altra hanno visto l'utilizzo dell'incarico legale quale strumento di mercimonio corruttivo.

    Un protocollo aperto a chi vuole dare il proprio contributo
    Con il lancio del protocollo d'intesa, Anutel, Aiga e 4cLegal chiamano a raccolta le sigle del mondo dell'avvocatura, dell'impresa e della pubblica amministrazione che vogliono un mercato legale davvero 4.0. Il documento, infatti, è aperto: il lancio non è un punto di arrivo, ma di partenza per generare consenso e vero cambiamento.

    (*)Professore aggregato di fiscalità degli enti locali Università Vanvitelli e docente Anutel